Nelle ultime settimane c’è stata, come tutti sappiamo, una continua escalation di notizie riguardanti Porto Recanati e per questo motivo l’attenzione locale e nazionale si è focalizzata sul nostro Paese. Attenzioni che ovviamente sono tutt’altro che lusinghiere.
Il sindaco nella conferenza stampa convocata per rispondere a tutte le accuse ricevute altro non ha fatto che prendere atto della situazione critica in cui versa il paese, ed in particolare di quanto sia complessa la “questione Hotel House”, chiedendo l’aiuto del Governo Nazionale.
Sul merito concordiamo che la risoluzione di una situazione di questo genere necessiti di un interessamento di una entità politica “superiore”, che sia essa regionale o nazionale, ma la cosa che ci sconcerta è che non ci siano idee percorribili da parte dell’amministrazione tutta, sulle possibili soluzioni al problema. Se domattina un esponente del governo si presentasse in comune e dicesse “Siamo pronti a sostenere le vostre iniziative, ma come volete essere aiutati?”, da parte della maggioranza probabilmente si leverebbe un silenzio assordante. La politica non è semplicemente la identificazione dei problemi, ma è anche creare delle idee per risolverli, e ci sembra che in questo momento su questo aspetto si brancoli nel buio. E non pensiamo neanche che nel chiuso dello studio del sindaco ci sia un asso nella manica che stanno nascondendo pronti a mostrarlo al momento giusto.
Infine vogliamo commentare a mente fredda, ma guardandola da un altro punto di vista, la ulteriore polemica che ha scatenato il sindaco dichiarando che “Porto Recanati non è Scampia”. Non abbiamo commentato subito perchè vogliamo credere alla buona fede del sindaco che con quella frase non voleva offendere il quartiere di Scampia, nè la folta comunità di origini napoletane che abita a Porto Recanati, e che la frase sia stata semplicemente una risposta ad un articolo giornalistico. Tuttavia basta pensare a come Scampia sia diventata l’emblema del quartiere difficile e pieno di criminalità, nonostante non sia esattamente così, come si è letto dalle accorate lettere dei giovani che lì abitano e tutti i giorni combattono per la legalità, e di come ci voglia poco ad affibbiare una etichetta che difficilmente e con mille battaglie può essere cancellata. E Porto Recanati non ha bisogno e non merita l’etichetta del paese del degrado e della delinquenza incontrollata, soprattutto considerando la sua storica vocazione turistica familiare. Pertanto è necessaria una pronta mobilitazione da parte di tutti affinchè si riesca al più presto a dare delle risposte alla comunità portorecanatese e dare un segnale alla opinione pubblica nazionale.
Partito Democratico Porto Recanati
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