Udienza rinviata al 5 dicembre questa mattina al tribunale di Macerata per il processo che vede accusato, fra gli altri, il notaio Morbidelli di Recanati. Una brutta storia di rancori familiari che ha portato una figlia a denunciare, qualche mese dopo la scomparsa del padre, la madre e il fratello rei, secondo lei, di una ingiusta ripartizione dell’eredità. Sotto accusa un atto di donazione di immobili, di un terreno edificabile e di una casa, del valore di circa 500mila euro complessive, sottoscritto dal padre anziano che, secondo l’accusa, in quel momento per la malattia e l’età, 82 anni, non era capace né di intendere né di volere. A raccogliere la presunta volontà dell’anziano genitore, era il febbraio del 2015, era stato il notaio Morbidelli chiamato al capezzale dell’uomo. Il legale del notaio, Paolo Maggini, rivendica la buona fede del suo assistito e il fatto che nell’operato del notaio non c’è alcuna irregolarità. Ma per l’avvocato Claudio Cardia, legale della figlia, che si è costituita parte civile, l’anziano uomo era in quel momento in una situazione di conclamata ed evidente demenza provata dalle cartelle cliniche e l’atto di procura speciale alla moglie è stato fatto firmare 15/20 giorni prima della sua morte. La donna, poi, appena due giorni dopo, ha firmato l’atto di donazione di tutto a favore dei nipoti, i figli del figlio, escludendo completamente dall’operazione l’altra figlia che era stata tenuta all’oscuro di tutto e che, infatti, scoprirà quanto accaduto solo tre mesi dopo la morte del padre. E in quel momento che la donna, quindi, decide di denunciare la madre e il fratello per circonvenzione di incapace. Su questa base la Procura, poi, ha indagato anche il notaio per falso in atto pubblico. Si dovrà, quindi, ora stabilire se l’anziano, quando ha firmato il documento, era o no capace di intendere e di volere. L’udienza questa mattina è stata rinviata per dar modo di svolgere una consulenza grafologica richiesta dalla figlia. “Accusa infondata, insiste Maggini, avvocato di Morbidelli, perché il consenso è stato raccolto legittimamente e il mio assistito non ha nessuna responsabilità”.
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