Recanati: il sindaco Fiordomo sui lavori e sui fondi per il terremoto

Caos viabilità in città specie per la chiusura di via Cesare Battisti la sede stradale è crollata per il cedimento di una grotta sotterranea e una fogna mal funzionante. “Ci scusiamo per il disagio alla viabilità”, dice il sindaco Fiordomo e riferendosi ad altri cantieri presenti in città precisa che “questi interventi sono necessari e sono da fare. Quando non ci sono i lavori si dice che l’amministrazione non fa niente ma poi quando i lavori si fanno sono inevitabili alcuni disagi. Le manutenzioni, però, sono quelle che evitano il verificarsi di situazioni di emergenza.”

Il cantiere aperto sino a pochi giorni fa lungo la Bretella a quale lavoro si riferiva?

“Alla sistemazione di circa un chilometro dell’acquedotto cittadino che risale agli anni ’50. Così l’impianto è più sicuro, abbiamo tolto le tubazioni che passavano sotto le case, specie a Porta Marina, c’è meno dispersione idrica e una maggiore qualità dell’acqua. Inoltre in caso di rotture i due serbatoi sono collegati in modo da non avere mai problemi”.

Sindaco come procedono i lavori per il Palazzo Comunale?

“Per il 29 giugno, in occasione delle celebrazioni leopardiane, sarà completamente riaperta la parte nobile del palazzo, in particolare l’Aula Magna e la sala consiliare e riprenderemo, quindi, a svolgere qui tutta l’attività istituzionale comprese le sedute del Consiglio Comunale e i matrimoni. L’estate ci servirà per fare gli ultimi ritocchi, il cablaggio della rete e il trasloco e a fine settembre si sposteranno anche tutti gli uffici liberando, quindi, la sede provvisoria di via Enrico Mattei”.

C’è stata molta polemica sulla pioggia di fondi giunti in città a scapito, si è detto, delle zone terremotate. E’ vero?

“E’ una cavolata, per non dire peggio, una bugia colossale che detta da un consigliere comunale è ancora più grave. Il Colle dell’Infinito è stato recuperato con il finanziamento del Mibac per i recuperi culturali e quindi non ci azzecca niente con il terremoto così come i lavori all’orto delle suore sono finanziati con i fondi del Fai. Poi ci sono i fondi per il dissesto idrogeologici per il consolidamento del colle dell’Infinito: sono fondi del Ministero dell’Ambiente che utilizza a sua volta finanziamenti europei e anche qui non ci azzecca niente i fondi del terremoto. Il palazzo comunale viene recuperato con i fondi della polizza assicurativa che il Comune aveva sottoscritto: nessuno ha tolto niente ad altri. Abbiamo ricevuto per il terremoto, come tutti i comuni sia dentro che fuori il cratere, finanziamenti per il recupero del municipio che io lascio al mio successore per continuare a migliorare il palazzo comunale. Insieme a questi sono arrivati i soldi per la scuola Gigli e quelli per l’Istituto Professionale che gestirà la provincia”.

Allora perché le cose stentano ad andare avanti?

“Il problema del terremoto non è quello dei fondi perché di soldi c’è n’è una valanga grazie all’Europa e al governo: il problema è che questi soldi non vengono spesi. Forse quello che da fastidio è che l’Amministrazione Fiordomo ha un certo pragmatismo e concretezza per cui le cose le facciamo, non stiamo lì a chiacchierare. Se non ci fossimo rimboccati le maniche, decidendo di intervenire anche con fondi nostri grazie alla polizza, e avessimo seguito le procedure del terremoto il palazzo comunale sarebbe stato riaperto fra 10 anni così come la chiesa di San Francesco e quella di San Vito. Invece noi ci siamo assunti le nostre responsabilità, abbiamo rischiato, ci abbiamo messo passione, impegno, progetti e testa”.

Ma alla Gigli ancora il cantiere non è aperto.

“E’ vero, i progetti che stanno più indietro sono proprio quelli che stanno all’interno del filone della ricostruzione del terremoto. Io posso garantire che alla Gigli, se l’avessimo gestita in proprio, i lavori sarebbero stati già iniziati ma c’è da rispettare una procedura farraginosa e ci vuole tempo”.

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