Nove anni fa un recanatese proprietario di importanti beni fra cui opere d’arte e cimeli storici, scrive nelle sue volontà testamentarie che una parte di essi vadano in eredità al Comune di Recanati alla condizione che vengano sistemati in una apposita stanza del Museo di Villa Colloredo o in un altro luogo comunale idoneo “affinchè divenissero patrimonio dei cittadini recanatesi”. Ma 5 anni dopo, nel 2014, ci ripensa e pone nel suo testamento un codicillo in cui, si legge che “constatato il degrado in cui versa la cultura recanatese e temendo che i suoi preziosi lasciti potessero fare la stessa ingloriosa fine dei quadri donati dall’artista Biagio Biagetti al Comune (finiti in un magazzino) da piena facoltà ai suoi esecutori testamentari di decidere per il meglio” dopo la sua morte, che è avvenuta nel dicembre del 2016. “Da quanto so, afferma Beccacece, che su questa curiosa vicenda ha tenuto questa mattina una conferenza stampa”, questi beni sono ancora custoditi nella abitazione del recanatese perché non è stata ancora presa alcuna decisione da parte dell’esecutore testamentario. Altrettanto non si sa che passi abbia fatto nel frattempo il Comune per entrare in possesso di questo importante patrimonio”. Beccacece è giunto a conoscenza di questo testamento tramite ricerche che conduce da tempo sull’artista recanatese Pier Paolo Jacometti, scultore e pittore vissuto nella prima metà del 1600, a cui Vincenzo Spezioli, che ha realizzato nel 1898 una delle più belle e più credibili guide di Recanati, attribuisce il quadro raffigurante San Giacomo Maggiore. Come è noto un altro quadro che ha come soggetto San Giacomo ed opera di Lorenzo Lotto, oggi si trova esposta nel Museo di Villa Colloredo Mels. Beccacece, cercando di capire dove fosse andata a finire l’opera dello Jacometti s’imbatte appunto nel testamento del recanatese, dove figura fra i beni in suo possesso che, nella prima stesura del testamento, lascia in eredità al Comune.
;