E’ già tutto un fiorire di bancarelle e tendoni colorati il centro storico cittadino che si è aperto già da questa mattina presto ai due giorni di fiera in onore del patrono, San Vito Martire. E già fioccano sul tavolo del sindaco e del comando dei vigili urbani le prime proteste di chi, residente o lavoratore del centro storico, è costretto a subire gli inevitabili disagi.
Per i residenti, senza parlare delle difficoltà di entrare o uscire dal proprio garage, è iniziata la caccia al tesoro di un parcheggio per la propria auto, merce preziosa e a pagamento anche perché lungo via Cesare Battisti ieri è stato istituito il divieto di sosta per il passaggio della processione solo su quei pochi posti gratuiti lasciando libertà di parcheggio sugli stalli blu a pagamento.
Proteste anche da parte di alcuni commercianti che debbono far buon viso a cattivo gioco ai 125 “bancarellari” presenti. Il problema non è loro ma come si è decisa la disposizione delle bancarelle.
Dino Tanoni, che ha un negozio di foto e strumenti musicali in via Calcagni, vede la sua vetrina completamente oscurata dal tendone di una bancarella: non è la prima volta che ciò succede e questo gli fa ancor più rabbia perché non riesce proprio a comprendere come non sia possibile disporla diversamente in modo da far spazio anche a lui e alla sua attività.
Altrettanto malumore per i due gestori del Caffè delle Logge che si trova in piazza Leopardi, sotto le logge del palazzo comunale. I due giovani hanno investito tutto, soldi e futuro, nella gestione del bar dandosi da fare ad organizzare aperitivi, pranzi veloci e un ambiente gradevole con tanto di tavolini all’aperto circondati da alberi di limoni, arance e altra frutta profumata. Per i due giorni della fiera, però, devono smontare il loro gazebo e spostare i tavolini in uno spazio più ristretto perché a fianco al bar deve trovare posto un ambulante che vende piadine e bibite fresche. Così con il danno anche la beffa anche perché, a differenza loro, agli altri due bar di Piazza Leopardi è garantito lo spazio all’aperto che occupano tradizionalmente.
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