Era il 18 dicembre 2016 e S. G., 36enne originario di Porto San Giorgio, ma residente ad Altidona, viaggiava con la sua macchina, un Fiat Doblo, a Sant’Agostino di Recanati in compagnia di due amici fra cui Scilla Ricci, 42enne, seduta sul sedile anteriore. Improvvisamente, mentre dalla strada Regina, all’altezza dell’intersezione con la strada comunale Sant’Agostino, aveva imboccato la strada per Recanati, ha perso il controllo del mezzo, che, nello svoltare a sinistra, era invece andato dritto attraversando la corsia di marcia opposta. Quindi l’auto era andata a schiantarsi contro due pali. A tre giorni dall’incidente, in seguito alle lesioni riportate nello schianto, un politrauma con arresto cardiaco, Scilla Ricci muore e per il 36enne scatta l’imputazione di omicidio stradale oltre che di lesioni personali gravi per l’altro passeggero che si trovava nel furgone. A lui si imputa “imprudenza, negligenza, imperizia, in stato di ebbrezza alcolica (aveva 0,6 ) e alterazione psicofisica per aver assunto cannabis”. Ieri mattina l’udienza prevista è stata rinviata al 22 gennaio prossimo perché si è ritenuto di chiamare in causa anche della Itas assicurazioni di Trento.
foto di repertorio
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