Antonio Baleani chiede al Sovrintendente delle Belle Arti di Ancona di pronunciarsi sui lavori in corso a Palazzo Antici di Recanati. Secondo il consigliere di della civica “Obiettivo Recanati”, si è data autorizzazione al privato, proprietario dello stabile, di abbattere sei metri dell’antico muro che delimita i giardini della nobile dimora che si affacciano sopra le mura quattrocentesche di via Badaloni. L’intervento si era reso necessario per permettere l’acceso delle auto e, quindi, trasformare una parte dell’area verde in parcheggio. Per Baleani ci troviamo di fronte ad una palese violazione dei vincoli a suo tempo posti, compreso il piano particolareggiato del centro storico. Ma tant’è, l’altra sera in consiglio comunale l’amministrazione ha fatto spallucce alla denuncia di Baleani affermando che ciò che si sta realizzando viene fatto in rispetto delle norme. “Se è vero, lo verificherà la Sovrintendenza” ha risposto il consigliere che è convinto, invece, esattamente del contrario perché “tutti i documenti e regolamenti consultati sono molto chiari senza possibili interpretazioni, sia il vincolo architettonico, emanato dal Ministero della Istruzione Pubblica nel 1913, posto sullo stabile dentro il giardino, che delle grosse incongruenze sul piano dell’applicazione delle leggi vigenti, come l’art.48 del piano regolatore particolareggiato del centro storico”. Baleani denuncia anche la scomparsa da tempo di “due statue di origine romanica poste dentro le nicchie laterali sulla facciata della scuderia, davanti il palazzo, delle quali si è persa ogni traccia, statue molto note a molti studiosi e storici, Soprintendenza compresa”. Una rimozione che il consigliere considera illegittima perché quelle statue “sono ormai parte integrante del nostro patrimonio pubblico come previsto dall’art. 7/8 della legge 1089 e del testo unico 105 del codice”.
;