Arriva dal Ministero del lavoro una pec che è un pugno allo stomaco dei 116 lavoratori della Teuco, l’azienda di arredo bagno fallita il 18 aprile 2018 (proprietari allora per l’80% la Certina Holding e il 20% la Fimag): la cassa integrazione sarà liquidata sino alla data del fallimento. E dal 19 aprile al 30 giugno, quando scatterà poi la naspi con la procedura del licenziamento collettivo, chi pagherà e come andranno avanti le famiglie dei dipendenti interessati? Giuliano Carancini della Cisl si augura che possa intervenire l’Inps ma non nasconde la sua delusione nei confronti del Ministero a cui da oltre un mese come organizzazioni sindacali avevano chiesto un incontro senza ottenere alcuna risposta. Che succederà ora? “Avevamo sperato sull’interesse di qualche imprenditore della zona ma nessuno ad oggi ha presentato alcuna proposta, spiega Vincenzo D’Alessandro della Cgil. C’è l’ipotesi della cooperativa dei lavoratori ma manca la capacità di allestire una rete di vendita efficace. Forse si potrebbe stipulare un accordo commerciale con qualche azienda già sul mercato per integrare il suo catalogo di vendita con i prodotti a marchio Teuco”.
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