Non sono più i tempi di due cuori e una capanna e sposarsi, sia che si scelga il rito religioso o quello civile, diventa un bel investimento.
Ben pochi i matrimoni nel 2018 a Recanati: a giurarsi eterno amore sono state 19 coppie e di queste 8 hanno scelto il rito civile e 9 quello religioso. Sul tema delle unioni civili gay per ora se ne conta solo una, celebrata dal sindaco Fiordomo nel settembre 2016, subito dopo l'approvazione della legge Cirinnà. E quando l’amore finisce ci si ritrova di nuovo davanti l’ufficiale di stato civile per sancire la fine del matrimonio: sono state annotate nei registri dell’anagrafe 5 separazioni e 5 divorzi brevi. Ci si rivolge al Comune quando non ci sono di mezzo figli minori o maggiorenni non autosufficienti o non ci sono accordi di trasferimenti patrimoniali, cioè nessuno dei due coniugi deve niente all’altro. Semmai la sede per regolarizzare sia separazioni che divorzi rimane quella del Tribunale.
Per chi per il giorno del “si” cerca una location particolare da oggi sarà possibile utilizzare anche la prestigiosa Villa Koch che ha sede a Recanati in c.da Santa Croce. Il suo gestore, infatti, ha risposto, e per ora è stato l’unico, all’appello lanciato dal Comune per la ricerca di location private per celebrare i matrimoni e le unioni civili. L’immobile, particolarmente suggestivo e di pregio, già ospita nei suoi sontuosi saloni molti banchetti nuziali e ora si candida anche ad allestire una sala dove pronunciare quel fatidico “si” davanti all’ufficiale di stato civile. Naturalmente gli sposi saranno chiamati a contribuire alle spese: i recanatesi, al di fuori degli orari di ufficio, pagano 150 euro mentre ai non residenti viene richiesto un contributo di 100 euro se la cerimonia è celebrata durante l’orario di ufficio e 300 se, invece, è in altro orario.
Con la riapertura del palazzo comunale, a fine giugno, sarà possibile di nuovo celebrare i matrimoni e le unioni civili anche nella sala Giunta e degli Stemmi oltre che all’Aula Magna. Le tariffe sono diverse se chi si sposa è residente a Recanati o meno e se la cerimonia viene svolta durante l’orario d’ufficio o in altro orario costringendo gli impiegati a fare lavoro straordinario. Per i recanatesi sposarsi in Comune con gli uffici aperti è gratis se scelgono la sala della Giunta mentre costa 100 euro la sala degli Stemmi, 250 l’Aula magna e 500 l’Auditorium del Centro Mondiale della poesia. Fuori dagli orari di ufficio la tariffa richiesta ai residenti è di 150 euro per la sala della Giunta, 250 per quella degli Stemmi e 500 per l’Aula Magna e l’Auditorium del Centro Mondiale della poesia. Tariffe più alte sono previste se entrambi gli sposi non sono residenti a Recanati: in orario di ufficio il contributo richiesto è di 100 euro per la sala della Giunta, 200 per quella degli Stemmi, 500 per l’Aula Magna e 1.000 per l’Auditorium del Centro Mondiale della poesia; fuori orario d’ufficio le tariffe si lievitano a 300 euro per la sala della Giunta, 500 per quella degli Stemmi, 800 per l’Aula Magna e 1.000 per l’Auditorium del Centro Mondiale della poesia.
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