Chiuso, per ora, con la sentenza del Tar il contenzioso che contrapponeva il Comune di Porto Recanati, che chiedeva il pagamento di 367mila euro per il mancato completamento dei lavori affidati, e l’immobiliare Scossicci che, a sua volta, riteneva di aver diritto alla somma di 200 mila euro circa dall’Amministrazione per i lavori fatti, a sua tempo, con la promessa, mai rispettata, dell’approvazione di una variante relativa al cambio di volumetria della zona del Malibù: 20 mila metri cubi diventavano per due terzi turistico-residenziali e per un terzo turistico-alberghieri. In cambio di ciò l’immobiliare avrebbe fatto lavori di manutenzione e miglioramento, su alcune proprietà comunali, per l’importo di 568 mila euro. Dal 2012, anno dell’accordo, al 2015 della variante non c’è traccia e la ditta chiede il pagamento delle opere nel frattempo realizzate per un importo di 195 mila euro. Il Comune riconosce di aver sbagliato e promette di pagare ma poi tutto tace di nuovo. Da qui il ricorso al Tar e forse anche al Consiglio di Stato. Il Tar ha ritenuto che il ricorso della ditta fosse stato presentato fuori tempo, e quindi fosse inammissibile; stessa sorte per quello del Comune.
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