Il sommo De Andre' non avrebbe potuto descrivere meglio ed inconsapevolmente, l'incontro avvenuto nella giornata di ieri domenica 16 settembre.
Il testo della “Storia di un impiegato”, cala perfettamente un velo di fedelissima aderenza, alla pantomima a cui abbiamo dovuto assistere; con l'unica differenza che, l'impiegato protagonista della canzone, vuole piazzare la bomba all'appuntamento mondano delle celebrità, per ribellarsi al loro cinico disprezzo della faticosa quotidianità piccolo borghese, mentre Salvini la vuole piazzare sotto l'Hotel House come extrema ratio al problema.
Nello scenario farsesco descritto dal cantautore, dove Cristo si lascia convincere da Nobel a partecipare ad un premio per la bontà e Dante, frustrato ed inappagato, cede alla patetica perversione di spiare Paolo e Francesca, mentre consumano un amore che lui poi renderà immortale; noi ci vogliamo annoverare anche il selfie di Salvini davanti ad una parabola (arrugginita) e l'ansioso pedinamento al Ministro, da parte del nostro vice-sindaco, eternamente “stregata” dalla naturale bellezza del territorio portorecanatese.
Nello scambio di battute avvenuto tra il Ministro Salvini e le istituzioni comunali, che ha assunto i toni di ciarle da Bar dello Sport, si è manifestato l'evidente imbarazzo delle Forze dell'Ordine e del Prefetto che, crediamo, si sia chiesto per tutta la giornata, se fosse vero quello a cui stava assistendo ed ascoltando, o semplicemente il copione di uno scherzo (mal riuscito).
Piena solidarietà ai comandanti dei Carabinieri, Guardia di Finanza ed al Prefetto, perché anche noi avremmo avuto la stessa reazione.
“O si trova una soluzione, oppure ci vogliono le ruspe”, niente di più semplicistico e superficiale. Chi lo ha detto? Il Ministro degli Interni Onorevole Salvini.
Qualcuno potrebbe obiettare: “ma quello è un edificio privato, che cosa può fare un ministro?”
Quello che deve (e non solo può) fare, il Ministro degli Interni, è garantire la sicurezza pubblica e la legalità ovunque su tutto il territorio nazionale.
Perché le “ruspe” potevano andare bene in campagna elettorale (per gli stolti che pensavano fosse la soluzione), ma adesso che Salvini è Ministro e Vice-Presidente del Consiglio, dovrebbe iniziare a dare soluzioni e prospettare ipotesi di interventi mirati al ripristino della legalità.
Dovrebbe sapere (se le istituzioni colloquiassero), il Ministro, che la Regione Marche ha stanziato in esecuzione di danno ed a vantaggio dell'H.H., 100.000€ per il ripristino del piano anti-incendio, proprio per evitarne lo sgombero forzato e che di quei 100.000 si e no 20.000€ sono stati recuperati.
Se la soluzione dal 2015 ad oggi rimane quella dell'abbattimento, a che cosa è servito quell'intervento?
Dovrebbe sapere, il Ministro, che lo scorso marzo il Consiglio regionale, ha portato in votazione la mozione per chiedere l'autorizzazione di un presidio fisso delle forze dell'ordine all'ingresso dell'Hotel House.
Bene avrebbe fatto il Consigliere Leonardi (presente all'incontro), a ricordare che proprio la Lega, ha votato contro quel provvedimento.
Insomma, l'Hotel House è risanabile o no? Se si con quale intervento? Nell'ipotesi dell'abbattimento, che piano abitativo alternativo verrà predisposto per i residenti regolari? Tutte le risorse spese finora per integrazione (che hanno gonfiato le tasche delle cooperative sociali) e riqualificazione, dobbiamo considerarli fondi pubblici bruciati?
Queste sono le domande a cui il Ministro avrebbe dovuto rispondere, perché di ruspe e claque di fotografi da social, ne abbiamo gli attributi colmi!
Ci faccia il piacere, Ministro Salvini, la prossima vetrina la faccia al “ballo mascherato delle celebrità”, perché a Porto Recanati vogliamo azioni mirate e puntuali.
Sono già 3 volte che viene a visitare il palazzone multietnico, sarà ora di mettere mano ad un'azione efficace?
Anche lei vice-sindaco, prima di affermare che negli appartamenti dell'H.H., non ci vivono più di 5 o 6 persone (bambini compresi) cadauno, si ricordi dei continui e purtroppo insufficienti blitz delle forze dell'ordine che raccontato tutt'altro e ci risparmi la descrizione del nostro territorio, con le righe del Libro Cuore, perché chi ci è nato e vissuto, ha ben chiaro come era il nostro paese e come le amministrazioni degli ultimi 20 anni (con lei protagonista) lo hanno trasformato.
Non ci dimentichiamo dei mostri di cemento autorizzati dalla sua giunta e rimasti ad oggi fredde e spoglie testimonianze di politiche urbanistiche scellerate.
Viviamo di turismo, lei dice, ma quale turismo?
Una ZTL imposta con legge draconiana, senza il rispetto delle dovute prescrizioni ministeriali; spiagge rimaste vergognosamente coperte dei residui delle mareggiate sino a giugno; eventi e spettacoli da circolo della bocciofila; un lungomare trasformato in una friggitoria a cielo aperto; assenza assoluta di piste ciclabili; assenza di bagni pubblici: assenza di spiagge attrezzate per i disabili; prezzi da Costa Smeralda.
E lei crede che sia l'Hotel House a minare il turismo di un paese che altrimenti sarebbe il fiore all'occhiello della costa adriatica?
Se per lei è così, oltre al Libro Cuore, le consigliamo un'altra lettura: “Alice nel Paese delle Meraviglie”.
Capogruppo Città Mia Consigliere Città Mia
Michele Bianchi Gaetano Agostinacchio
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