Nervi scoperti in seno alla maggioranza. Andrea Marinelli scrive agli iscritti del Pd

Lettera aperta del Segretario agli iscritti e ai simpatizzanti PD

Carissimi amici e compagni, vi scrivo perché non riesco a celare una certa marcata preoccupazione per un clima di tensione che si sta facendo sempre più crescente anche tra le fila del nostro circolo recanatese. Le notizie che sono apparse in queste ore sulla stampa riflettono all'esterno un'immagine sfilacciata e litigiosa, del tutto controversa a quella che ci chiedono  a gran voce i nostri elettori. Ho sempre sperato che Recanati potesse rappresentare un'oasi felice, dove l'esaltante avventura amministrativa di questi lunghi dieci anni che ci vede, chi più chi meno, tutti protagonisti essenziali e virtuosi fosse magicamente in grado di diradare le fitte nebbie che a pioggia discendono dai vertici nazionali. Con profondo rammarico debbo ammettere che mi sbagliavo. Mi sbagliavo perché dai venticelli e dalle frasi sussurrate per i corridoi o carpite qua e là, si è passati alle dichiarazioni sulla stampa, dove lapidarie sono le accuse di slealta' che vengono mosse ad alcuni esponenti ed amici del partito. Anche il clima di rabbia e livore respirato ieri sera in Assemblea non restituisce una bella immagine di noi. Questo Congresso forse capita nel momento meno opportuno e altrettanto inopportuna rimane la doppia candidatura che accende eccessivamente gli animi e alimenta la diffidenza tra tutti noi. Personalmente non ho trovato nulla di sconvolgente nella richiesta di un nostro Consigliere di rinviare i punti legati all'approvazione di Bilancio perché ho avuto modo di confrontarmi con lui e di accertarne le motivazioni positive che lo hanno spinto verso questa richiesta. L'ultimo Bilancio di questi favolosi anni deve rappresentare un'esperienza altamente condivisa dove ognuno di noi che siede nell'aula di Consiglio è chiamato deontologicamente a portare il proprio contributo al meglio delle proprie possibilità. Io stesso sono stato molto critico e duro durante l'unica riunione di maggioranza che affrontasse il tema proprio perché ritenevo inconcepibile che quel Bilancio potesse essere approvato il giorno successivo in Giunta senza una previa e approfondita discussione tra noi Consiglieri, soprattutto considerando gli ampi margini a disposizione. Le mie rimostranze sono però cadute nel vuoto e si è voluto procedere in quarta marcia e senza una reale motivazione. L'ho accettato come è naturale che fosse, sia in virtù del mio essere che per salvaguardare la tranquillità dell'intero gruppo. Nei giorni successivi prima del Consiglio ho cercato di mediare, anche con successo, con  il Sindaco e con il Vice Sindaco, che ringrazio per la disponibilità, alcune istanze trasmesse da diversi Consiglieri e emerse ad  una prima fugace lettura onde evitare la presentazione di eventuali emendamenti. I tempi troppo stretti però hanno portato altri Consiglieri all'esigenza di avere un po' più di tempo a disposizione e d'altra parte, essendo il Bilancio materia di Consiglio, la loro richiesta non mi è apparsa così arcana. Adesso credo, dopo gli incidenti sulla stampa, che l'unico modo per uscire a testa alta da questa situazione sia quello di appoggiare compatti il documento di rinvio abbracciandone totalmente tutta la sua natura virtuosa. Sarebbe un grande segno di forza e di responsabilità da parte di tutti i nostri Consiglieri. Un gesto che cancellerebbe ogni tipo di critica esterna, soprattutto se il parere favorevole fosse espresso dal nostro capogruppo e fugherebbe ogni perplessità sulla  possibilità di essere compatti e coesi sia oggi che nell'immediato futuro, dove ci attende una lunga campagna elettorale per il grande obiettivo di raggiungere una meritatissima riconferma alla guida della nostra città.
 

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