E’ possibile che una struttura sanitaria, seppur privata ma convenzionata con la Regione Marche, abbia delle barriere architettoniche che impediscono ad un’anziana paziente di svolgere l’esame per cui era stata prenotata? Si, è possibile ed è quello che è successo ad un’ospite della casa di riposo di Recanati di ben 92 anni. La donna ha un problema di circolazione sanguigna e il suo medico di famiglia le prescrive con urgenza un esame vascolare della gamba. Il sevizio infermieristico degli Ircer, che gestisce la struttura, prenota l’appuntamento e la prima data utile proposta dal Cup è, appunto, in una struttura sanitaria privata, convenzionata con la Regione, che si trova in provincia di Ancona. Il giorno dell’appuntamento l’ambulanza della Croce Gialla passa a prendere la donna e la carica sulla lettiga trasportandola a destinazione. Qui, però, l’amara sorpresa: l’ambulatorio medico è al primo piano e l’ascensore non è abbastanza grande per ospitare la lettiga dove la donna si trova. Non resta altro da fare che ricaricare la nonnina 92enne sull’ambulanza e riportarla a casa senza aver fatto l’esame medico. Quel viaggio non è stato certo una passeggiata di piacere per la donna e quel che fa rabbia è la disorganizzazione della struttura che non si adegua a quelle che sono le esigenze dei pazienti. E come è possibile che la convenzione con la Regione Marche non preveda anche questo tipo di servizi e requisiti? Ora per la nonnina si sta programmando un nuovo esame sperando che questa volta tutto fili lisci per lei.
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