Il C.S. Loreto da sempre fa del settore giovanile e della scuola calcio, riconosciuta dalla FIGC, uno degli obbiettivi primari. Il vivaio vanta oltre 200 iscritti, oltre tecnici qualificati, tra questi abbiamo incontrato l’allenatore con qualifica UEFA B Alessio Antonietti che dirige la squadra Allievi ed è responsabile dei Primi Calci.
Mister dopo che per alcuni anni ha “girovagato” nelle società limitrofe, è ritornato a Loreto che effetto le fa: «Per me che sono loretano doc allenare a Loreto è sempre motivo di orgoglio, in società ho trovati un nuovo team con obbiettivi e progetti stimolanti ed interessanti, ed è stato il motivo primario che mi ha spinto a ritornare a Loreto»
Come sta cambiando il settore giovanile «oggi, purtroppo, c’è l’ossessione del risultato immediato ed a tutti costi, quando invece deve arrivare come conseguenza di un progetto a medio periodo, anche perché oltre ad insegnare calcio bisogna anche guardare l’aspetto educativo dei ragazzi e insegnare lo spirito di gruppo ed il rispetto degli avversari e direttori di gara »
In qualità di responsabile Primi Calci ci illustri i programmi «, in qualità di responsabile Primi Calci ho degli istruttori preparati e motivati c’è un ottimo progetto in corso e considerando la fascia di età, l’attività primaria è ludica e sociale e fin ora mi ha dato molte soddisfazioni»
A livello agonistico è allenatore della squadra Allievi gli obbiettivi « il gruppo degli Allievi è valido e coeso e questo facilita il mio compito di allenatore tutti i ragazzi sono partecipi del progetto e sanno che tutti hanno la possibilità di dimostrare quello che sanno fare in campo, cosa non sempre scontata nei vivai, considerando anche la percentuale di abbandono , non sono certo io ad impedire ad un ragazzo di 15 anni il sogno di giocare al calcio. L’obbiettivo principale è preparare i ragazzi per la prima squadra, e devo confessare che ci sono dei buoni elementi»
C’è una formula per preparali per il futuro «intanto da parte mia che li dirigo, aggiornarsi continuamente, poi avere credibilità e coerenza verso i ragazzi e fargli capire che il risultato conta fino ad un certo punto e che più che il singolo conta il gruppo, e dico spesso che i giocatori non sono tutti uguali ma le regole sono identiche per tutti, poi si vince o si perde tutti insieme»
Giovanni Pespani.
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