Tutela dell’immagine con i soldi pubblici

"Un atto sospetto ad un anno dalle prossime elezioni comunali – ci si spieghi come il danno di immagine sarà definito in maniera univoca e se varrà anche per danni erariali o avvisi di garanzia

 

Depositato in Comune un atto ispettivo dei consiglieri Cristina Castellani e Gianluca Castagnani della lista civica Loreto Libera, sulla delibera di Giunta Comunale avente ad oggetto "Tutela della onorabilità e dell’immagine del Comune di Loreto – Atto di indirizzo". Nell'interrogazione si evidenzia come il comune, con questa delibera, preveda il ricorso a professionisti in materie giuridiche, al fine di difendere l’immagine del Comune di Loreto, avverso qualunque forma di speculazione mediatica avente scopi denigratori. Lo scopo può essere anche "nobile", afferma Loreto Libera, ma noi ad esempio, se avessimo governato non l'avremmo mai adottato, sa un po' di "manuale Cencelli" poichè nel corpo della delibera si ipotizza che la condotta denigratoria a mezzo stampa o social attraverso la diffusione di notizie false e tendenziose abbiano l’unico scopo di screditare l’Amministrazione attuale. Si afferma inoltre che anche il personale dipendente e gli amministratori, in quanto oggetto di pura speculazione mediatica, subirebbero una costante pressione psicologica con effetti fortemente destabilizzanti per l’intera organizzazione comunale e da qui una ripercussione dannosa sulla intera collettività lauretana. Ci sembra un po' troppo volutamente esagerato e soprattutto ricadente in tempi un po' sospetti, a distanza di un anno dal voto. Loreto Libera ricorda infatti come mai, quando i due consiglieri comunali dell'opposizione furono attaccati da un politico regionale e definiti gravemente "pseudoconsiglieri" mentre conducevano una battaglia per la difesa del Punto di Primo intervento dell'Ospedale di Loreto, NESSUNO dell'Amministrazione Comunale ha difeso questi due rappresentanti delle istituzioni da offese di bassa caratura degne della più becera politica. Ora, però, fulminati sulla via di Damasco, ed infastiditi da critiche sui social a volte pesanti ma a volte evidenzianti reali problemi della Città di Loreto, essi deliberano tale atto. Nella delibera stessa si rammenta come con la pubblicazione a mezzo stampa o facebook di un messaggio a contenuto lesivo dell’onore e della reputazione di un soggetto, si incorra in un delitto di diffamazione contemplato nell’art.595 comma 3 del codice penale.

Considerando che le scelte della politica, ancorché ispirate a buoni “propositi”, facilmente possono non godere della unanimità dei consensi ma che sollecitazioni e critiche sono forme positive di partecipazione democratica e di stimolo verso chi amministra nel tastare il polso delle esigenze della collettività o di una parte di questa. Per Loreto Libera inoltre la larvata “minaccia” di eventuali ripercussioni è quanto meno sintomatica di una paura nei confronti della critica (ovviamente quest'ultima nei limiti della decenza e della non lesività dell'onorabilità delle persone) e può essere lesiva di un clima ricco e costruttivo determinato dalla dialettica politica. Questa delibera – lo si evidenzia ancora – arriva a poco più di un anno dalle prossime consultazioni elettorali comunali e sembrerebbe pertanto un atto strumentale se non di malafede, che non da certo una buona immagine della democraticità nonché del rispetto delle opinioni altrui.

Quindi nell'interrogazione la Civica Loreto Libera chiede se il “danno all'immagine” ha un criterio di identificazione cioè un “danno conseguenza” sulla base di un nesso di casualità così che si risolva in una minore efficacia dell'azione dell'Ente Locale e pertanto anche un criterio di quantificazione; se eventuali dani erariali o patrimoniali o, ancora di comunicazione di iscrizione nel registro degli indagati di amministratori comunali, saranno ricompresi nel danno di immagine della stessa pubblica amministrazione. Si chiede inoltre se eventuali danni all'ambiente od omissioni o perdita di finanziamenti rilevanti per assenza di progettualità o mancanza di partecipazione a bandi di qualsiasi grado amministrativo-istituzionale, saranno considerati danni di immagine e della onorabilità del comune di Loreto. Ulteriore richiesta nella medesima interrogazione è quella di conoscere in quale maniera l’Amministrazione intenda definire e distinguere una inadempienza di propri doveri (quali mancata tutela o controllo del territorio, salute pubblica, opere civili e stradali non complete, ecc.) segnalata alla stampa o ai social media, da cittadini o giornalisti, da un atto lesivo dell’onorabilità o della reputazione del Comune ? Quali criteri dovranno essere utilizzati, oltre alla discrezionalità del Segretario Generale, quale responsabile del Servizio Contenzioso, per discernere la sussistenza dei presupposti al fine poi di procedere con l’azione civile e penale ?

Infine quale figura sarà incaricata di “cercare” nelle pagine Facebook (della città di Loreto o della Regione Marche ?), sulle testate giornalistiche online e sulla carta stampata, eventuali “colpevoli” da perseguire? Se la figura di cui parliamo avrà un'indennità all'uopo istituita e se tale compito sarà normato all'interno delle mansioni attribuite con specifico atto di Giunta Comunale o del Segretario Comunale. Per concludere Loreto Libera chiede se eventuali “delatori” vicini alle idee dell'Amministrazione Comunale saranno anch'essi ritenuti fonte informativa dalla quale recepire eventuali notizie se non addirittura “screenshot” presi da fonti "social".

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