NELL’ATTIVITA’ POLITICA L’ONESTA’ E’ UN MIRAGGIO?

Questa mattina leggo sul sito della Repubblica un articolo del valido Filippo Ceccarelli dal  titolo “La credibilità perduta dei partiti”.

Si incentra sulla questione del finanziamento pubblico ai partiti che in teoria dovrebbe ed avrebbe dovuto comportare la scomparsa di pratiche illecite dei partiti per autofinanziarsi.

Il giornalista cita molti episodi vecchi e nuovi per dimostrare che le cose non sono andate per niente nella direzione auspicata e, io dico, non cita tutti gli episodi di comportamenti scorretti, gran parte dei quali, peraltro, sicuramente rimasti nascosti, perché l’articolo avrebbe occupato almeno quattro pagine del giornale.

L’aspetto peggiore, però, è l’arricchimento personale legato a tale fenomeno.

Il problema del comportamento dei  partiti sotto questo profilo è di primaria importanza.

Ne resta, infatti, coinvolta la stessa credibilità del sistema democratico, essenziale strumento di libertà, fondato proprio sui partiti che la nostra Costituzione prevedeva fossero regolati in una certa maniera, ma a tal proposito dobbiamo parlare di lettera morta.

La soluzione non sarebbe nemmeno quella, per me altamente deprecabile, dell’uomo che da  solo decide tutto e la conferma mi viene da mille precedenti storici, compresi quelli di casa nostra.

E’ problema antico che non c’è dubbio faccia capo all’educazione, la cultura, la morale del popolo italiano, per le quali le varie istituzioni deputate non si sono impegnate a sufficienza, e prima di tutte la scuola.

Restano altre gravi carenze, ma intanto sarebbe un bel passo avanti e di eccezionale difficoltà, come dimostrano esperienze recenti, provvedere a questa.

Gianni Bonfili

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