Sbagliato far fermare i pullman turistici al Colle dell’Infinito

E’ ormai un ritornello ricorrente in tutta la maggioranza PD e UDC che ha governato negli ultimi anni che Recanati sia una città a vocazione turistica. Non metto in discussione le potenzialità del richiamo di Leopardi e Gigli e il lavoro fatto intorno a tali figure ma permettetemi di sollevare qualche dubbio circa il modo in cui il turismo viene gestito e le ricadute sull’economia della città.

L’ultima scelta in ordine di tempo è quella dei lavori nell’area ex grottino: un punto di ristoro che andrà a penalizzare le attività delle aree limitrofe e non solo (dopo la vendita di salumi e vino nel punto di informazione turistica anche lì succederà lo stesso) e un punto per la sosta dei pullman turistici che porterà direttamente i visitatori nell’area del Colle escludendoli dalle altre zone di Recanati. Il tutto intervenendo in un’area in cui i privati non possono neanche allargare una finestra mentre l’amministrazione modifica in maniera irreversibile luoghi sensibili.

Queste sarebbero le misure giuste per favorire il turismo quale veicolo di sviluppo per la città? Punti di accoglienza gestiti da cooperative rosse provenienti dall’Umbria e aree di sosta fatte apposta per concentrare solo in una zona i turisti?

Invece di lasciare i visitatori dall’altra parte della città come avviene in ogni luogo a vocazione turistica e creare percorsi in cui oltre a Leopardi diverse siano le offerte, si sceglie di lasciare fuori vie, la piazza, il corso, la zona Duomo, Castelnuovo con la sua magnifica chiesa, ecc..

Questa sarebbe la politica di incentivo per il commercio?

Dimenticavo: ci sono i fondi stanziati per le luminarie, le vetrine, gli abbellimenti dei negozi, finiti nelle casse di società fallite per l’incapacità dell’amministrazione di gestire le misure economiche e sostituiti, per non fare danni ad incolpevoli commercianti, con soldi del bilancio già destinati ad altre spese. Quindi fondi provenienti dalla liquidazione della polizza assicurativa per i danni del terremoto agli edifici pubblici che già con gli incentivi non c’entravano nulla e ora per rimediare ad un pasticcio altri fondi provenienti da altri capitoli di spesa.

Mentre misure effettive, stabili, strutturali come creare le condizioni per convogliare, gestire, indirizzare, migliorare, qualificare, neanche l’ombra.

 

 

 

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