Polemica al vetriolo sull’Aato 3. Fiordomo replica a Micucci

Le purghe staliniane sono dure a morire. Chi è libero da schemi e agisce solo ed esclusivamente per il bene comune da fastidio. Ecco allora la caccia all'uomo scatenata da un consigliere regionale che invece di pensare ai problemi del terremoto e della sanità (fischiano le orecchie???) entra a gamba tesa su una vicenda dove, a Civitanova, chi è senza peccato scagli la prima pietra. Cerco di precisare. – I sindaci vogliono aiutare Civitanova come ci si aiuta a vicenda, sempre: non è carità ma la volontà di risolvere un problema che se Civitanova avesse vigilato (come hanno fatto ad esempio Tolentino, Macerata, San Severino e Osimo) non si sarebbe verificato. – I miei tre anni di presidenza Aato (a costo zero per la comunità) parlano da soli circa l’imparzialità e la terzietà da logiche di campanile o di partito. Tanto è vero che mi hanno scelto il 57% dei sindaci (sinistra, centro e civici) contro il 20% del candidato della segreteria del partito, che è stato triplicato (uno dei ripetuti e rovinosi tracolli del Pd in provincia di Macerata).
– la ricerca di giustizia è nella tariffa unica decisa all'unanimità da tutti i sindaci (Civitanova inclusa) e negli investimenti fatti o non fatti. Le bandiere blu derivano da attività e investimenti realizzati in montagna ed in collina; – non esistono segrete stanze ma assemblee aperte e pubbliche dove si discute e si decide; -il violento attacco nei miei confronti non mi soprende perche' e' da tempo che si cerca di chiudere gli Aato provinciali per fare un solo Aato regionale, come per il Consorzio di Bonifica, azzerando l'autonomia del territorio. Questo noi sindaci non lo vogliamo! L'acqua è un bene pubblico, di tutti. Non vogliamo privatizzazioni, non vogliamo diventare sudditi.

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