"In questi giorni di fermento politico cittadino ho ascoltato alcune dichiarazioni che non condivido e vorrei dire la mia.
La prima è il paragone tra la scissione del 1999, che portò alla contemporanea candidatura di Roberto Ottaviani e Paola Conti, e la situazione di oggi. Con tutto il rispetto, ma il paragone non regge per il semplice motivo che all’epoca Roberto Ottaviani avrebbe avuto davanti a sé altri cinque anni mentre oggi l’esperienza del sindaco Fiordomo è terminata (per legge) ed è naturale che, chiusa un’epoca, se ne apra un’altra.
L’altro aspetto è quello della continuità. La continuità è il PD, non altri, non le singole persone più o meno potenti e il PD non ha fatto guerra all’amministrazione, il PD era l’amministrazione.
Il PD ha fatto di tutto perché si evitasse la rottura: il segretario si è autosospeso, il Pd era disponibile a discutere insieme il futuro candidato, il Pd era favorevole alle primarie.
Ma qualcuno non ha voluto neppure discutere col PD (Antonio Bravi non ci ha neppure chiesto il nostro sostegno), abbiamo detto al sindaco “caro Francesco scegliamo insieme il candidato, insieme però…”, e quando abbiamo ipotizzato di fare le primarie ci è stato detto che eravamo matti, perché sarebbe stato un bagno di sangue…
Io le ho provate tutte, chi mi conosce sa che non bluffo, che sono sincero, io ho la coscienza a posto, il PD non voleva imporre un proprio nome a nessuno, ma neppure subirlo senza aprire bocca, perché siamo un gruppo, una comunità. Invece si è preferito procedere come un carro armato, passando sopra la propria casa, la propria storia e mentre noi passavamo le ore nel tentativo di ricucire ad ogni costo, altri avevano già prenotato gli spazi pubblicitari. Perché???!!!
Questo è quello che è accaduto ed è chiarissimo. Scusate se sono stato lungo ma la politica per me è una cosa seria e ascoltare certe ricostruzioni fa male.
Ora andiamo avanti alla grande, ripartiamo con tanta umiltà, insieme a tantissimi cittadini e insieme a Graziano Bravi, nel segno della continuità ma anche di un grande rinnovamento."
Gianfilippo Simoni
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