Per il Kursal, il progetto va rivisto. Il sindaco rinuncia alla proposta del privato?

In occasione dell’assemblea pubblica del 19 u.s. sul tema del Kursaal abbiamo esposto la proposta pervenuta al Comune da parte di un privato.

Dopo aver scritto e ripetuto in ogni occasione che avremmo proceduto nella direzione della riqualificazione dell’immobile mediante project financing o partenariato pubblico privato, come espresso nel programma elettorale di “Insieme alla gente” ma anche in altri programmi, non abbiamo potuto che esaminare la proposta giunta da parte di un imprenditore del luogo e presentarla alla cittadinanza.

Nel corso dell’assemblea è stato chiesto di farci pervenire osservazioni, suggerimenti, richieste e proposte percorribili da parte di consiglieri, quartieri, associazioni, semplici cittadini prima dell’espressione del parere da parte dell’Amministrazione, parere che – per normativa – deve essere espresso entro 90 giorni dalla data di arrivo della documentazione richiesta. Come ha ripetuto il Sindaco, nessuna soluzione preconfezionata.

La possibilità di avere una sala polivalente nuova ed adeguata alle esigenze di rassegne teatrali oltre che di convegni ed associazioni era unita alla possibilità, mediante esercizi commerciali a piano terra e dell’Ufficio IAT, di far vivere la struttura tutto l’anno ed in ogni giorno dell’anno con una riqualificazione della piazza circostante.

Era ovvio che il fine era quello di addivenire ad un progetto di interesse di tutta la città, quanto più condiviso possibile.
Nonostante la disponibilità del proponente a valutare soluzioni migliorative rispetto alla proposta originaria, riteniamo che la volontà dei concittadini non sia solo quella di disporre di più giorni o più superficie, bensì quella di mantenere in capo al Comune la piena proprietà dell’immobile.

Infatti, le reazioni registrate, i pareri pervenuti – al momento solo verbalmente – lasciano intendere che l’affetto dei portorecanatesi coinvolga tutta la struttura nella attuale sistemazione.
Di questo prendiamo atto e questo significa che percorreremo soluzioni diverse dalla proposta arrivata.

Ridimensioneremo l’intervento e porremo in essere tutta una programmazione finanziaria che consentirà di realizzare a stralci la messa a norma della struttura al fine di renderla agibile prima possibile, utilizzando fondi nostri, sia per la sala teatro che per lo IAT. Già gli uffici da giorni stanno esaminando gli interventi minimi, ma necessari, da effettuare dei quali terremo al corrente la cittadinanza.
Questo significherà, ovviamente, rinunciare ad altri interventi altrettanto necessari.

 

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