Francesco Fiordomo interrompe il clima vacanziero sferrando uno dei suoi affondi al Pd accusandolo di non aver tirato le dovute conseguenze pratiche dopo la disfatta alle ultime elezioni comunali. Fiordomo, oggi assessore ai lavori pubblici, si rammarica, insomma, che, malgrado questo “disastro”, tutti sono rimasti al loro posto. E quando dice tutti è chiaro il riferimento al segretario cittadino del partito, Andrea Marinelli, e ai suoi più diretti collaboratori. “Se pensava che il partito fosse stato commissariato dovrà mettersi il cuore in pace, gli risponde lo Marinelli, perché le elezioni per la segreteria ci saranno nel 2020. Quindi dovrà attendere un po’. Comunque Fiordomo è fuori dal partito almeno per due anni proprio per aver presentato una lista che porta il suo nome in antagonismo al suo vecchio partito verso il quale, per giunta, è in debito per il mancato pagamento delle quote arretrate. Per entrare deve fare la tessera e per richiederla deve lui prima chiarirsi con il partito”. Marinelli chiude con una stoccata al veleno: “noi non rispondiamo alle provocazioni di uno che dal Pd ha avuto tutto, anche il posto da portavoce dopo le elezioni, e ancora gli sputa addosso invece di avere la decenza di stare zitto. Il Pd non è più un problema di Fiordomo visto che ne è uscito aderendo ad una lista antagonista e strutturata per farlo perdere. Non si può prima azzoppare il cavallo e poi condannarlo perché non ha corso".
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