Con totale modestia, senza alcuna pretesa di essere vangelo parlante e spogliandomi di ogni spirito di parte, ma con il solo intento di contribuire a far diventare chiari i termini del dibattito, molto aspro, oggi in corso in Italia, esprimo le considerazioni che seguono.
Logicamente non respingo in partenza tutte le obiezioni, purchè di merito.
Un punto mi pare importante approfondire, anche per orientare il voto nelle prossime consultazioni elettorali, vicine o meno vicine.
Perché, su iniziativa sorprendente ed improvvisa di Salvini, capo della Lega, è andato per aria il Governo 5/S-Lega?
Si stava affermando la linea leghista ed i consensi per la Lega arrivavano al 35 %,stando ai sondaggi.
Un’alzata d’ingegno di Salvini? Per me assolutamente no.
Io sono portato a credere che ci fossero forti ragioni politiche.
Primo. La Lega da formazione ben radicata territorialmente a Nord con abile mossa si è trasformata in movimento politico nazionale.
Ma non ha cancellato le sue radici, tanto che nel programma di governo con i 5/S fu inserito il tema di un’autonomia regionale più avanzata, ma con un aspetto per niente marginale : le entrate fiscali sarebbero dovute restare nei territori di provenienza e non versate allo Stato.
Attenti : il 70 % delle nostre entrate fiscali viene dalle Regioni settentrionali.
Credo possa esser chiara a tutti la portata di questa impostazione, e mi astengo dal commentarla.
A questo dato si collega strettamente il
Secondo. La flat tax, che ridurrebbe drasticamente l’imposizione sui redditi alti, maggiormente presenti a Nord. Flat tax significa tassa piatta.
Su questi due capitoli, pieni di rilevanti conseguenze economiche in una situazione economicamente drammatica come la nostra, il percorso era molto accidentato, addirittura impossibile, ed è questo che ha portato al forfait del Conte/1,su iniziativa di Salvini.
Molto volentieri disponibile al confronto, ma nel merito dei punti citati.
Gianni Bonfili
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