ladri in centro storico a Recanati

Furti in centro ai danni di due negozi: “Lo Scrigno” e la macelleria di Antonio Severini. Nel primo caso, come ci racconta la titolare, Monique Landraing, nel suo negozio è entrata sabato scorso una donna con un bambino in braccio e per mano la figlia di circa otto anni con l’intenzione di acquistare uno zainetto. Hanno guardato la merce ma poi se ne sono andate senza aver acquistato nulla. Solo quando sono uscite Monique si è accorta che mancavano due targhette in metallo: ha provato a rincorrerle ma di loro ormai non c’era più alcuna traccia. Nel rientrare in negozio si è accorta, per, che il furto, di cui era stata vittima, non era solo di quelle due targhette ma che dal suo portamonete, riposto in borsa sotto il banco, dove è collocato anche il registratore di cassa, era stato svuotato di tutto il denaro, circa 200 euro, che le servivano per pagare alcune utenze. Monique non ha neanche denunciato il furto ai carabinieri perché è convinta che non serva a nulla e non si riuscirà mai a risalire all’identità della ladra.

Ha sporto, invece, denuncia ai carabinieri Antonio Severini per il furto che da giorni subiva nella sua macelleria di via Falleroni. Infatti era da qualche giorno che si era accorto che ogni tanto dal suo negozio, quando lui era nel retrobottega a preparare la merce, scompariva della merce: tocchi di carne, insaccati o fiaschi di vino. Per individuare il ladro l’altra mattina si è seduto dietro al bancone della carne in modo da non essere visto dai clienti mentre lui attraverso il riflesso del marmo scorgevo chi entrava nella macelleria. E il ladro non ha tardato a farsi vedere: è entrato, si è accertato che non c’era nessuno, ha allungato la mano arraffando quello che poteva e poi via di corsa. Severini, però, prontamente ha iniziato a seguirlo intimandogli di fermarsi e insieme a Severini anche un altro suo conoscente si è messo all’inseguimento del ladruncolo che, però, è stato svelto a far perdere le sue tracce lungo Piaggia Castelnuovo. Severini si augura solo che si possa risalire alla sua identità attraverso le immagini dell’impianto di videosorveglianza presente nella zona.

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