Spese pazze in Regione Marche: oggi alcune condanne, un’assoluzione e tanti rinvii a giudizio

Sulla richiesta di rinvio a giudizio o proscioglimento per l’accusa di peculato contestata dalla procura per aver indebitamente ottenuto rimborsi spese non legate direttamente all’attività istituzionale da parte di 61 consiglieri e 5 addetti ai gruppi, finiti nella maxi inchiesta delle spese facili in Regione tra il 2008 e il 2012 si è pronunciato oggi il Gup del tribunale di Ancona, Francesca De Palma.

Quattro ex consiglieri sono stati condannati in abbreviato, assolto «perché il fatto non sussiste» il parlamentare di Potenza Picena Francesco Acquaroli.

Il giudice ha condannato, limitatamente ad alcuni capi di imputazione (e dunque ad alcune delle spese contestate), Stefania Benatti (un anno con la confisca di 2.325 euro, ritenuti provento del reato compiuto). Condanna ad un anno anche per Adriana Mollaroli (limitatamente ad alcune spese contestate) e confisca di 826 euro Due anni invece per Lidio Rocchi, anche per lui limitatamente ad alcune spese, e confisca di 29mila euro circa, ritenuti provento del reato. Un anno e 8 mesi e confisca di 9.110 euro per Giovanni Zinni, per tutti i reati contestati.

Rinviati a giudizio al 3 giugno 2020 tutti gli altri imputati e cioè: Luca Scarpetti Acacia, Fabio Badiali, Giuliano Brandoni, Raffaele Bucciarelli, Gianluca Busilacchi, Valeriano Camela, Giuseppe Canducci, Adriano Cardogna, Mirco Carloni, Guido Castelli, Graziella Ciriaci, Giancarlo D’Anna, Antonio D’Isidoro, Sandro Donati, Paolo Eusebi, Elisabetta Foschi, Enzo Giancarli, Sara Giannini, Roberto Giannotti, Paola Giorgi, Dino Latini, Leonardo Lippi, Marco Luchetti, Maura Malaspina, Katia Mammoli, Luca Marconi, Erminio Marinelli, Almerino Mezzolani, Luigi Minardi, Giulio Natali, Rosalba Ortenzi, Fabio Pagnotta, Pietro Enrico Parrucci, Paolo Perazzoli, Paolo Petrini, Giuseppe Pieroni, Moreno Pieroni, Fabio Pistarelli, Mirco Ricci, Franca Romagnoli, Angelo Sciapichetti, Daniele Silvetti, Vittoriano Solazzi, Franco Sordoni, Oriano Tiberi, Gino Traversini, Umberto Trenta, Luigi Viventi, Roberto Zaffini.

Un’inchiesta che sembra infinita quella delle spese facili in regione. L’accusa, contestata dal pm Ruggiero Dicuonzo e dall’allora procuratore Elisabetta Melotti, sostiene la tesi della gestione irregolare di fondi pubblici per oltre un milione di euro: secondo gli investigatori, sarebbero stati utilizzati per spese non direttamente connesse con l’attività dei gruppi consiliari, magari sostenute per l’azione politica ma non legittime.

Opposta la versione delle difese secondo cui, invece, tutte le spese sarebbero state pienamente giustificate e del tutto regolari.

 

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