I consiglieri comunali del PD e Valore Futuro chiedono la cittadinanza onoraria ai bambini stranieri residenti a Recanati

“Ci sono bambini  che sono nati in Italia ma, per la legge, sono ufficialmente "stranieri". Lo sono perché i genitori sono cittadini di un altro paese. Sono bambini che conoscono l'italiano molto più della lingua dei loro genitori, che frequentano le scuole italiane e parlano in dialetto con i loro coetanei. Eppure fino al diciottesimo anno di età, salvo condizioni particolari, restano "stranieri". Per noi non lo sono” con queste parole la consigliera Roberta Pennacchioni presenta la mozione rivolta alla Giunta e al Consiglio comunale di Recanati.

In occasione della giornata internazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza e del primo consiglio comunale aperto ai bambini e alle bambine, i consiglieri comunali del PD e di Valore Futuro hanno presentato una mozione per richiedere la cittadinanza onoraria dei bambini nati da genitori stranieri e residenti nel comune di Recanati.

Il 20 novembre di ogni anno si celebra in tutto il mondo la Giornata internazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. La data ricorda il giorno in cui l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite adottò, nel 1989, la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Sono oltre 190 i Paesi nel mondo che hanno ratificato la Convenzione. In Italia la sua ratifica è avvenuta nel 1991.

Il testo della mozione raccoglie una proposta dell' UNICEF e dell' ANCI, l'Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, che invita tutti i Comuni a conferire a questi bambini, come atto simbolico, la cittadinanza onoraria al fine di sollecitare il Parlamento ad approvare la legge sullo " Ius soli".

“In data odierna abbiamo presentato una mozione consiliare chiedendo che il Comune di Recanati conferisca simbolicamente la cittadinanza onoraria a questi minori – continua la Pennacchioni- e si impegni ad attuare la “Civil Card". Attendiamo ora che il Consiglio Comunale sia convocato e si pronunci. È un piccolo gesto ma in questi tempi può significare tanto. Assumere questa iniziativa è nelle prerogative dell’ente locale in quanto sede dell’anagrafe e detentore di un rapporto diretto con i cittadini. Altri Comuni si sono già mossi in questa direzione” conclude la consigliera.

La legge che disciplina attualmente la cittadinanza italiana (legge n. 91, del 5.02.1992) è basata prevalentemente sullo “ius sanguinis”. L’UNICEF Italia ne ha ufficialmente sollecitato la riforma, auspicando un ancoraggio del provvedimento ai principi di superiore interesse del minorenne e di non discriminazione alla base della  Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Pertanto, nell'ambito del Programma Internazionale “Città Amiche dei Bambini e degli Adolescenti” e della “Campagna Io come Tu”, l'UNICEF Italia ha invitato ogni Comune d'Italia a conferire la cittadinanza onoraria a tutti i bambini di origine straniera nati in Italia che vivono sul proprio territorio, un gesto ufficialmente apprezzato dal Presidente della Repubblica. In data 18 giugno 2014 l'Associazione Nazionale dei Comuni d'Italia (ANCI) e l’UNICEF Italia hanno firmato un protocollo d’intesa in tal senso, incoraggiando il conferimento simbolico della cittadinanza onoraria a questi ragazzi, quale gesto di inclusione finalizzato alla loro piena integrazione giuridica e sociale.

 

 

 

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