La biblioteca leopardiana venne donata al Duce?

Sergio Beccacece, docente di storia e personaggi recanatesi alla Uniper di Recanati, solleva il caso della biblioteca leopardiana che, secondo le sue ricerche, sarebbe di proprietà dello Stato Italiano.  La rivista, “il Casanostra”, afferma Beccacece, fondata nel 1850 dalla famiglia di Pietro Morici, nel 1936 pubblica un articolo, a firma di Nazareno Ripari, all’epoca preside del liceo Leopardi, che scriveva testualmente che “la storica biblioteca leopardiana, per nobile concessione degli illustri eredi del poeta, sarà presto donata allo Stato e dovrebbe essere una fonte educativa di studi”. Effettivamente questa donazione risulterebbe esserci stata.

Nel 1939, sempre nella rivista “il Casanostra” compare un articolo, riferito al 1937, cioè a due anni prima, quando si svolsero le cerimonie per il centenario della morte del poeta. Nell’articolo, firmato L.P., che secondo Beccacece è la firma di Pierfrancesco Leopardi, figlio di Ettore e marito di Anna, viene riportato il comunicato ufficiale del governo, allora presieduto da Benito Mussolini, datato 15 aprile 1937, in cui si legge testualmente: “Il Duce ha ricevuto S.E. Monalduzio Leopardi, vescovo di Osimo e Cingoli, il conte Ettore Leopardi, Preside della Provincia di Ancona, e il conte Pierfrancesco Leopardi, ultimi discendenti della famiglia Leopardi, che Gli hanno fatto omaggio della biblioteca leopardiana e di un piano del palazzo Leopardi di Recanati. Il Duce, conclude il comunicato ufficiale del governo, ha stabilito di istituire in Recanati un Centro di Studi Leopardiani”.

Per Beccacece non ci sono dubbi: stando al comunicato ufficiale del governo di allora, la famiglia Leopardi ha fatto omaggio allo Stato della biblioteca e di un piano del Palazzo Leopardi.

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