Il nuovo piano regolatore va contro gli interessi della città

Il nuovo Piano Particolareggiato del Centro Storico, adottato nella seduta di Consiglio Comunale del 25 novembre 2019, che sostituisce quello esistente e che andrà a regolamentare in maniera puntuale ogni intervento edilizio per il prossimo decennio su alcune zone della città, mostra l’incapacità della maggioranza di affrontare con competenza e serietà la problematica dell’abbandono del Centro Storico da parte di residenti e commercianti. Invece di incentivare il recupero del patrimonio edilizio esistente, in primo luogo quello abitativo, che costituisce l’unica misura strutturale per il rilancio, il Piano, infatti, va nella direzione opposta.

Ne è prova la nuova perimetrazione del Piano Particolareggiato che, rispetto al passato, comprende ora il rione Mercato, Castelnuovo e Montefiore. Una scelta che non tiene conto della diversità degli edifici, della vocazione dei quartieri, del differente valore storico, della necessità di approntare misure proiettate verso un futuro di città rispettosa del valore architettonico ma anche attenta a non creare deserti ed abbandoni. Per il quartiere Castelnuovo è stata addirittura eliminata la possibilità dell’aumento di cubatura fino ad un massimo del 20% di quella esistente, nel rispetto dell’indice di fabbricabilità fondiaria, che il vecchio Piano Particolareggiato n. 1 aveva previsto proprio per favorire piccoli ampliamenti e sopraelevazioni che potessero permettere il raggiungimento degli standard abitativi ed igienico-sanitari previsti dalla legge. Una scelta politica per favorire il riutilizzo degli edifici esistenti ed evitare lo spopolamento del quartiere che necessitava di ulteriori misure incentivanti e non di divieti. Mentre per il quartiere Mercato e Montefiore inseriti nel nuovo Piano si pone anche un problema di coordinamento ed applicabilità delle nuove norme con il Piano Casa che, seppure con prescrizioni, prevede la possibilità di procedere ad ampliamenti.

Ma la cosa più grave è che questa amministrazione dimostra di non tenere in nessun conto le legittime aspettative degli IRCER il cui patrimonio edilizio a Castelnuovo (ex convento Clarisse ed ex scuola materna) aveva bisogno di essere valorizzato attraverso idonei strumenti di pianificazione, come nel vecchio piano che prevedeva aumenti di cubatura, e non penalizzato come avviene con il nuovo piano che ha cancellato d’un colpo quelle previsioni (a proposito dove è andata a finire quella cubatura?). Possibilità edificatorie che andavano nella direzione del recupero e del miglioramento degli immobili per renderli più idonei a molteplici usi e quindi più appetibili e di maggior valore e che oggi sono state sacrificate senza alcun motivo.

E’ doveroso chiedersi a questo punto se l’amministrazione e i consiglieri di maggioranza che hanno votato l’adozione abbiano consapevolmente assunto decisioni che danneggiano i cittadini e gli IRCER o se non si sono accorti di quanto è scritto nel Piano.

In entrambi i casi la cosa è grave e denota la superficialità con la quale viene gestita la cosa pubblica.

Ma forse è più facile elargire incentivi a qualche attività ed iniziativa, tanto per creare consenso, piuttosto che studiare misure generalizzate.

E che dire degli IRCER che neanche si sono accorti di quello che sta succedendo alle sue proprietà?

Basta e avanza per affermare che il Piano è un pasticcio, che è inutile, che è uno spreco di soldi, che manca di strategia, che è un passo indietro rispetto a chi si aspettava un rilancio della città.

Intanto però è stato adottato e c’è solo da confidare nelle osservazioni di qualche cittadino attento e di qualche tecnico libero. Attenti però perché il termine per presentarle scadrà lunedì prossimo.

Lista Civica In Comune

Sabrina Bertini

 

 

 

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