Oualid Mohamed, un eroe recanatese

E’ ancora scioccato di quello che gli è capitato l’altra mattina presto alla stazione di Loreto. Oualid Mohamed 48 anni, marocchino, in Italia dal 1997, residente nel quartiere Le Grazie di Recanati insieme alla figlia e alla moglie, si è reso protagonista, infatti, di un gesto eroico evitando che si consumasse una nuova tragedia alla stazione di Loreto.

Erano le 5 del mattino e lui, insieme alla moglie, era alla stazione per prendere il treno delle 5.18 che li avrebbe condotti a Piacenza.  Insieme a lui altri cinque infreddoliti passeggeri che, attraverso il sottopasso, raggiungono la pensilina al binario due. Non fa altrettanto, invece, un uomo sulla sessantina d’anni, corporatura robusta: per lui, invalido perché privo di una gamba, sostituita da una protesi mobile che lo costringe a muoversi con un deambulatore, tutte quelle scale sono un ostacolo insormontabile e quindi inizia ad attraversare pericolosamente le rotaie. Ma cade a terra perdendo persino la gamba artificiale proprio al secondo binario, dove di lì a poco sarebbe giunto il treno.

Rimane lì immobile, ci racconta Oualid, non riuscendo ad alzarsi e cominciando a chiedere aiuto. Non ci ho pensato due volte alla vista di quell’uomo in difficoltà, che rischiava di essere travolto dal treno, per cui mi sono precipitato da lui e lo ho abbracciato. Con tutta la forza che avevo in corpo sono riuscito a sollevarlo e a trascinarlo sopra il marciapiede. Poi sono sceso di nuovo sul binario e ho prelevato anche la sua gamba finta. Gli altri pochi passeggeri hanno assistito alla scena di salvataggio impietriti dallo spavento per quello che poteva succedere. Scampato il pericolo, siamo saliti tutti sul treno che è giunto puntuale. Lui, l’uomo invalido, è sceso ad Ancona dove abita mentre io ho proseguito con la famiglia per Piacenza. Non mi sento un eroe, ma sono contento di aver salvato la vita all’uomo anche se la prossima volta dovrebbe essere più prudente”.

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