Le nostre tasse a che cosa servono?

Esasperati per le condizioni delle strade in cui risiedono più di 70 recanatesi, hanno sottoscritto un petizione che ieri hanno inviato al sindaco Fiordomo, alla giunta e a tutte le forze politiche. Sono famiglie che risiedono in contrada Mattonata e in via Marconi. Chiediamo che venga asfaltata almeno un tratto di strada di 800 metri di lunghezza che porta sino all’ingresso della fabbrica Almi, perché ogni giorno ci passano gli operai che vanno a lavorare  e altri cittadini. Se questo dovesse comportare un costo troppo elevato per il Comune, i residenti hanno una soluzione semplice da suggerire al primo cittadino: “Prendete un Ape, mezzo che avete in magazzino, riempitelo di catrame 4 o 5 volte e con una pala venite a chiudere le buche, poiché si rompono le automobili. Questo non costa molto. Teniamo a precisare che la fabbrica Almi sono due anni che perde dei clienti proprio per via della strada impraticabile.” I firmatari della petizione confessano poi che tutti hanno votato per Fiordomo alle ultime elezioni, “non ci faccia quindi pentire, scrivono, della fiducia che abbiamo avuto in lei, non ci dica che non ci sono i soldi poiché a dicembre scade l ‘Imu e il Comune di Recanati ha messo la tariffa più alta. Noi paghiamo le tasse e i soldi servono anche per pagare i vostri stipendi. Siamo stanchi signor sindaco” Invocano infine trasparenza facendo sapere il Comune quanto incassa di tasse, fermo restando il pieno diritto di vederci accolta questa nostra richiesta.” La petizione con le sue settanta firme giunge dopo mesi di proteste da parte di cittadini sulle pagine facebook dell’amministrazione comunale e dopo le reiterate denunce dell’ex consigliere provinciale Stelvio Gironella, oggi rappresentante della civica Fit. Con una serie di foto e un filmato, Gironella ha documentato lo stato delle strade più dissestate della zona Mattonata: “la cosiddetta strada bianca che corre sopra la fabbrica dei F.lli Guzzini e quella detta “scornata”. Qualcuno suggerisce anche di mettere, persino, un bel cartello di divieto d’accesso ai mezzi pesanti, perché lì le buche sono grandi come crateri e in uno stato da mettere paura.

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