Ospedale alle corde dopo la chiusura del reparto di chirurgia che dal primo febbraio riduce la sua attività a semplici interventi ambulatoriali. Una doccia gelata che ha creato sgomento fra gli utenti e personale ospedaliero.
Sorpreso ed indignato anche il sindaco Fiordomo che lancia precise accuse: Sul ciclo breve ci dicono che non potranno più essere fatti gli interventi che prevedono un ricovero di 2/3 giorni, (la disposizione giunta dalla direzione generale dell’Area Vasta 3, in realtà parla che dal primo febbraio non sono ammessi ricoveri neppure per una sola notte ndr).” Ma poi che ne saranno delle due sale operatorie di Recanati? Io come sindaco di questa comunità voglio sapere come verranno utilizzate perché mi è stato detto che ci sarebbero state portate delle sedute ortopediche che possono essere fatte senza anestesista. E’ un peccato ed è frutto di approssimatezza e disorganizzazione non utilizzarle. Per questo mi sarei aspettato, prima di andare a telefonare per disdire gli appuntamenti, che per la nostra chirurgia fosse stato presentato il piano di lavoro da febbraio in poi. E poi al cittadino avremmo dovuto dirgli dove doveva andare a fare il suo intervento perché adesso quel cittadino potrebbe anche decidere di rivolgersi fuori regione e la sanità marchigiana pagherebbe ben di più con la mobilità. Troppo cose in questo momento che non vanno nella direzione giusta e io auspico che il direttore Maccioni ma anche gli amministratori regionali si assumano tutti sino in fondo le proprie responsabilità.”
Infine Fiordomo si rivolge a Luca Ceriscioli, presidente della giunta regionale. “A lui chiedo coraggio, chiarezza, equilibrio e responsabilità che non può essere chiesta solo ai sindaci e ai cittadini recanatesi”
Poi a chi lo accusa di non essere un sindaco che protesta e che fa sentire il proprio disappunto con energia, replica: “vogliono un sindaco che urla e lancia i pomodori e le palle di neve? Ebbene io non lo ho mai fatto perché credo nel ragionamento, nella ragionevolezza. Cerco soluzioni valide per il territorio, purtroppo non posso miracolosamente rimettere in piedi una struttura che andava salvaguardata in epoche precedenti né possiamo fermare il tempo e tornare indietro.” Ma poi riparte all’attacco e chiede ancora risposte chiare: Il Punto di Primo Intervento di Recanati cosa diventa? La strumentazione in radiologia arriva o non arriva? Questo mammografo, di cui parliamo da un anno e mezzo, quanto tempo ci vuole per acquistarlo? Poi ci sono i letti per la RSA e la lungodegenza: Quest’ultima esiste ancora o diventa cure intermedie?
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