Sono finiti i soldi al Santa Lucia: ridotte alcune attività sino a fine anno

La notizia, giunta come un fulmine a ciel sereno, del rallentamento notevole, sino a fine anno, dell’attività della chirurgia a ciclo breve perché sono finiti i soldi destinati a finanziare questa attività ha scatenato reazioni indispettite da parte degli utenti che si sono visti sospendere gli interventi anche se già programmati.

Arrabbiati anche i loro medici di famiglia fra cui Daniele Massaccesi, ex assessore alla sanità, che chiama il direttore generale a dare precise risposte: se il progetto per la sanità del territorio prevede un’ulteriore riduzione di investimenti per i servizi esistenti, malgrado gli ottimi numeri registrati, o si va incontro ad una ulteriore smobilitazione degli stessi. La chirurgia a ciclo breve è stata presentata, dopo lo smantellamento della struttura ospedaliera,  come un fiore all’occhiello del Santa Lucia grazie all’attività dell’equipe chirurgica guidata da Nicola Antonio Sacco che può vantare un numero considerevole di interventi. Nell’ultimo anno ne sono stati eseguiti ben 3.200, compresivi anche delle sedute periodiche di dermatologia e oculistica. Sacco è riuscito a tenere in piedi un reparto prezioso per il territorio a dispetto di ciò che recita la delibera regionale di riordino della sanità del maggio del 2013 con la quale si riduce la chirurgia recanatese a semplice attività di day/one surgery, cioè con interventi che al massimo possono contemplare un solo giorno di ricovero. Sacco è andato avanti, invece, assicurando al reparto un’attività di ricovero di cinque giorni su sette, con chiusura del reparto il sabato e la domenica, che gli permette di trattare anche casi di una certa complessità e di seguire il paziente dal lunedì al venerdì. Ma il responsabile della chirurgia a ciclo breve è prossimo alla pensione. Per lui si parlava in un primo momento del dicembre 2015, poi, per sua esplicita richiesta, il pensionamento è  stato prorogato all’estate 2016.

Ma cosa accadrà dopo? Privato l’ospedale di questa importante figura di professionista, la  chirurgia potrebbe essere ridotta a semplice attività ambulatoriale con interventi, cioè, che non implicano alcuna notte di ricovero. Senza considerare il blocco parziale delle sedute operatorie perché si sarebbe sforato il budget assegnato che la dice lunga sulla volontà di tenere in vita un servizio come quello della chirurgia a ciclo breve.

L’allarme riguarda anche il Punto di Primo Intervento che rischia entro breve tempo la chiusura del servizio nelle ore notturne, cioè dalle ore 20 alle ore 8 del giorno successivo. Massaccesi va all’attacco anche sulla casa della salute. “Il direttore generale deve dirci se ha un progetto, cosa devono fare i medici di medicina generale e se questi potranno contare su un reale supporto.” E’ importante a questo punto che anche il sindaco Fiordomo faccia sentire la sua voce.

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