I Cani del Sindaco: a loro chi ci pensa ?
la nota dell’associazione Fratello cane
Recanati
Viviamo in un periodo difficile sotto vari punti di vista: l’economia, la disoccupazione, la sicurezza…ci preoccupano molto.
Non dobbiamo però mai dimenticarci dei principi civili, sociali, morali e religiosi su cui si basa la nostra vita e la civiltà moderna: fratellanza, cooperazione, solidarietà e sostegno verso i più deboli, indifesi e vulnerabili come anziani, diversamente abili, bambini e animali.
“I Cani del Sindaco”, così si chiamano i quattro zampe ospiti dei canili comunali, spesso vivono in condizioni misere, dimenticati da tutto e da tutti, reclusi e condannati alla galera a vita senza avere commesso nessun delitto né avere colpa alcuna.
A Recanati la situazione del canile è preoccupante sotto vari punti di vista: a cominciare dal pessimo funzionamento del depuratore con tutte le conseguenze igienico sanitarie che questo fatto comporta. Inoltre il reparto giorno dell

e gabbie spesso presenta evidenti e malsani ristagni di acqua (residui della pulizia giornaliera) che obbligano i cani a vivere sempre nel bagnato. E’ stato appurato che non vengono neanche mai accese le luci ai raggi infrarossi durante le ore notturne dei mesi più freddi costringendo così i cani, anche quelli più anziani e malati o quelli a pelo raso, molto freddolosi, a vivere non solo nell’umidità ma anhe al freddo e al gelo. I volontari (o dipendenti) dell’amuba sono pochi (non certo 24 come dichiarato nel progetto) e non è stato realizzato ad oggi nessuna ristrutturazione del canile (necessaria e non più rimandabile) prevista dal progetto e dal contratto. Il fatto che ad oggi è più preoccupante comunque è che l’Amuba e il Comune stanno progettando di accogliere altri 20 cani provenienti dal Comune di Montefano ora ospiti al canile di Morrovalle (dove ogni gabbia ospita due cani). Abbinare bene i cani che poi conviveranno nelle gabbie è compito impegnativo e richiede tempo, pazienza e soprattutto personale istruito. Bisogna far socializzare i cani in uno spazio definito, imparare a conoscerli osservandoli e capendo il loro linguaggio, il loro carattere, le loro caratteristiche ed esigenze. I cani maschi (statisticamente la maggiorparte di quelli che vivono nei canili lo sono), molte volte non possono convivere insieme ad altri cani dello stesso sesso nella stessa gabbia, perchè alcuni sono dominanti di carattere e finirebbero con l’aggredirsi anche mortalmente! Il nostro canile può ospitare circa 100 cani. Al momento ce ne sono solo 45. Molte gabbie sono occupate da maschi di dififcile carattere o ciechi che devono necessariamente stare da soli o con femmine castrate, che sono comunque un numero molto esiguo. Al canile di Recanati le gabbie vuote sono ad oggi solo sette, anzi sei, perchè una sarà riservata ai due maremmani accalappiati nel territorio di Recanati qualche giorno fa, molto intimoriti e problematici ed in arrivo da Civitanova. I cani non sono dei soprammobili che si spostano facilmente da un mobile ad un altro! Farli convivere in una situazione di cattività in quattro insieme nella stessa gabbia 24 ore al giorno o quasi è veramente un’utopia, per i motivi sopra detti! I venti cani in arrivo, ci chiediamo, come verranno sistemati? Tra di loro ci sono anche quattro femmine non sterilizzate provenienti da un sequestro a Montefano che devono essere tenuete separate dai maschi per non provocare cucciolate. Ci sono un paio di meticci maremmani con un brutto carattere che dovranno essere sistemati da soli. Inoltre c’è un cane da caccia cieco che deve necessariamente stare solo. Gli altri sono tutti maschi.
Come potrà l’Amuba gestire la difficile situazione che si creerà senza procurare pericoli e danni ai cani ospitati e a quelli che entreranno?
Chiediamo al sindaco di Montefano di valutare attentamente e seriamente la situazione e di rendersi finalmente conto dei gravi problemi che comporterà questa sua decisione.
Chiediamo infine al Sindaco di Recanati, a quello di Montefano e all’Amuba di ripensare all’iniziativa e di considerare il fatto che per abbinare cani che non si conoscono ci vuole tempo e personale istruito.
Associazione Fratello Cane
F.M. e S.T..