L’unione fa la forza. Ne è pienamente convinto Moreno Pieroni, ex sindaco di Loreto e ora consigliere regionale per il partito socialista, segretario del Consiglio e componente della V Commissione consiliare permanente, tanto che lancia un invito accorato ai sindaci di Recanati, Loreto, Montefano, Potenza Picena, Porto Recanati, Sirolo, Numana, Offagna fino ad arrivare ad Osimo perché insieme si costruisca un progetto ben delineato della sanità del territorio per almeno i prossimi 10 anni. “Bisogna iniziare a lavorare tutti insieme per creare un percorso da proporre alla Regione chiedendo precise risposte. Su questo, andando tutti insieme, credo che potremo riuscire ad ottenere qualcosa.
Se i sindaci interessati vanno in regione da soli, accade, naturalmente, che ognuno tira solo per il proprio territorio e ottiene sempre meno o, per lo meno, una risposta parziale.” Per Pieroni non è un problema neanche il fatto che questi Comuni appartengano a diverse aree vaste: “fare un programma unico per definire su questi territori la sanità nei prossimi 10 anni non impedisce poi ad ognuno tranquillamente di lavorare amministrativamente nella sua area vasta.” E’ convinto che su questa strada troverà disponibili anche i consiglieri Dino Latini dell’API e il recanatese Luca Marconi dell’UDC che attualmente ricopre anche l’incarico di assessore alla famiglia e ai servizi sociali: “se siamo uniti possiamo fare la differenza.” Chiara anche la sua posizione sull’imminente chiusura del reparto materno-infantile del “Santa Lucia” a Recanati che ritiene inopportuna in questo periodo: “si poteva fare uno sforzo e, magari, vedere quello che succederà nei prossimi tre/quattro anni quando sarà funzionale l’ospedale Inrca di rete. Io e Latini abbiamo presentato in consiglio un emendamento in cui chiedevamo di inserire all’interno dell’ospedale Inrca di rete il reparto di ostetricia, ginecologia e pediatria neonatale proprio in funzione del fatto che lo perdeva Recanati. L’emendamento è stato respinto dalla maggioranza e questo mi suona un po’ male perché significa che un ospedale nuovo, Inrca e cosidetto rete, che parte senza un’ostetricia e ginecologia già parte monco anche tenendo conto delle distanze che dovrebbero percorrere le donne per andare a partorire. Oggi si ragiona molto in termini di costi e non so quanto poi effettivamente questi si ridurranno. Intanto per le donne è un costo in più raggiungere Civitanova e in termini di personale l’Asur potrà risparmiare una o due figure perché comunque deve garantire i posti letto. Un risparmio c’è sicuramente ma il dato di fatto è che in questo momento potevano essere fatte delle valutazioni con più attenzione.”