la battaglia per i vertici della BCC Recanati-Colmurano

 

Con riferimento ad una nota, a firma Gerardo Pizzirusso ed altri candidati, pubblicata da alcuni organi di informazione, in data 27 e 28 aprile u.s., la Banca di Credito Cooperativo di Recanati e Colmurano osserva che le affermazioni ivi contenute appaiono del tutto inaccettabili, in quanto frutto di colpevole ignoranza in punto di fatto e di diritto o di voluto travisamento della realtà.

Persone oneste ed informate possono agevolmente rilevarne la grave infondatezza. Basti osservare che:

–       l’evocato scenario di un possibile commissariamento della Banca non è evidentemente da riferire alle attuali condizioni dell’operatività aziendale, che si svolge su un piano di assoluta normalità, bensì alla sciagurata ipotesi che non vengano finalmente rimossi, con l’emissione di un prestito subordinato, gli effetti patrimoniali indotti dalle gravi perdite registrate in sede di bilancio 2010 o che si ripropongano inaccettabili condizionamenti ambientali, rilevanti a fini di vigilanza in quanto lesivi del fondamentale principio di sana e corretta gestione;

–       la mancata approvazione della modifica statutaria, che introduce – secondo prassi del tutto usuali in questi casi – il gradimento del Fondo di Garanzia dei depositanti per i componenti degli organi aziendali, sarebbe appunto da interpretare come manifestazione ostile all’avviato rinnovamento degli organi, esplicitamente finalizzato a superare detti condizionamenti secondo l’orientamento chiaramente espresso dall’Organo di Vigilanza;

–       secondo la previsione del regolamento assembleare in vigore (art. 17, punto 4), l’organo amministrativo ha pieno diritto a proporre all’assemblea propri candidati alle votazioni, diritto evidentemente sancito per tutelare gli interessi della Banca, individuati secondo il proprio apprezzamento. Se, come nell’attuale frangente, l’esercizio di tale diritto diventa un legittimo strumento per tutelare gli interessi della Banca, il Consiglio non solo può, ma sicuramente deve richiedere per i propri candidati il gradimento del Fondo, condizione vincolante di eleggibilità secondo la modifica statutaria da introdurre; il Fondo, ovviamente, rimane del tutto libero nell’assunzione delle proprie determinazioni al riguardo;

–       ai sensi dell’art. 19, punto 1, di detto Regolamento, atteso lo stato di difficoltà della Banca da essa stessa dichiarato e accertato dal Fondo, si può derogare dal requisito di anzianità di due anni come socio per i “candidati individuati in accordo con il Fondo”, ossia tramite la proposta del Consiglio e il gradimento del Fondo stesso.

–       i dipendenti della Banca che hanno anche la qualifica di socio rimangono liberi di esercitare – nelle forme ammesse e senza subire o esercitare impropri condizionamenti – le prerogative connesse a detta qualifica.

Il Consiglio di amministrazione ed il Collegio Sindacale rimangono assolutamente consapevoli dell’esigenza di assicurare il puntuale rispetto delle regole di democrazia statutaria, in occasione di un passaggio assembleare chiamato a fronteggiare una situazione con caratteri di eccezionalità, per ripristinare condizioni patrimoniali e di governo aziendale che, in linea con le vincolanti indicazioni dell’Organo di Vigilanza, garantiscano il futuro della Banca.

Le considerazioni che precedono sono state chiaramente e trasparentemente esposte in occasione di recenti incontri con i soci, che per la più gran parte hanno mostrato di apprezzare e condividere. La pervicacia con cui vengono riproposte all’opinione pubblica affermazioni che del tutto infondatamente le ignorano o le travisano si commenta da sé, avendo tuttavia l’indubbio pregio di aiutare a capire chi opera davvero per il bene della Banca.

Banca di Credito Cooperativo di Recanati e Colmurano

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