Niccoli lancia la sfida a Pizzirusso.

 

In più occasioni, io e altri esponenti del Consiglio di Amministrazione (CdA), del Collegio Sindacale e della Direzione Generale della BCC di Recanati e Colmurano abbiamo chiesto all’avv. Gerardo Pizzirusso di chiarire le sue affermazioni (“nulla vieta che il prestito possa essere chiesto ad altri Istituti di Credito” – il cittadino di Recanati 27/04/2012) a proposito della banca che dovrebbe intervenire al posto del Fondo di Garanzia dei Depositanti e delle altre BCC marchigiane per ricostituire il patrimonio bruciato dai precedenti Amministratori con una perdita di bilancio dell’esercizio 2010 pari a €. 13.770.862,46.

Le nostre richieste sono semplici:

1. qual è il nome della banca (o delle banche), che, con esplicite lettere di intenti, debitamente sottoscritte e inviate al Presidente della BCC, a Banca d’Italia e alla Federazione marchigiana delle BCC, confermi la sua disponibilità a concederci il prestito;

2. quale tipologia di prestito verrebbe concesso, e a quali condizioni. In particolare, deve risultare con chiarezza che si tratta di un “prestito subordinato”, ovvero di un prestito a 10 anni che copre una deficienza patrimoniale di 13 milioni di euro, più altre due tranche eventuali di 2,5 milioni ognuna. Inoltre, tale prestito, secondo quanto affermato più volte dall’avv. Pizzirusso, non dovrebbe essere accompagnato da clausole analoghe al “gradimento” imposto dal Fondo, lasciando quindi completamente liberi i soci nella scelta dei vertici della BBC;

3. quale programma di risanamento della BCC di Recanati e Colmurano l’avv. Pizzirusso e i suoi collaboratori intendono attuare, al posto del Piano che il CdA ha elaborato e inviato a Banca d’Italia, al Fondo e alla Federazione Marchigiana delle BCC.

Se nell’arco di pochi giorni questa documentazione sarà disponibile, il CdA la esaminerà e comunicherà in Assemblea le proprie valutazioni. Altrimenti, se nulla verrà comunicato, si dimostrerà che il CdA opera correttamente, mentre l’Avv. Pizzirusso e i suoi sostenitori illudono i soci e, a proposito del prestito subordinato, raccontano soltanto bugie, perché sarà accertato che non è né credibile né pensabile avere la disponibilità di una banca a concedere il prestito, di cui la BCC ha assoluto bisogno, senza porre nessuna condizione e nessuna clausola di garanzia; ammesso e non concesso che sia istituzionalmente praticabile un percorso al di fuori e in contrasto con il Movimento Cooperativo, che, tra altro, rimane responsabile della funzione di assicurazione dei depositanti e delle connesse responsabilità di controllo.

Con l’occasione, la BCC di Recanati e Colmurano informa tutti i soci della banca che non ha mai fatto inviti per cene “elettorali” e, pertanto, diffida chiunque telefoni a nome della BCC per proporre tali iniziative.

Il Presidente del

Consiglio di Amministrazione

( Prof. Alberto Niccoli )

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