Un bar al posto della casetta delle scimmie.

Arriva a compimento il “Parco della Luna” così come viene chiamata, dopo l’inaugurazione del nuovo impianto di illuminazione, la bella area verde di Villa Colloredo Mels.

La giunta comunale ha pubblicato la delibera con la quale cerca un privato interessato alla realizzazione e gestione di un chiosco bar da allestire nell’ex casa delle scimmie, posta proprio a fianco dell’ingresso sud del parco e nelle vicinanze dell’area pic-nic. L’attività dovrà essere svolta come pubblico esercizio, una volta ristrutturato l’immobile, con oneri a carico del gestore, ed acquisite le autorizzazioni necessarie.

Chi è interessato deve far pervenire la propria disponibilità entro il prossimo 6 luglio (ore 12) presentando il curriculum (in modo particolare la professionalità e l’esperienza acquisita nella gestione di attività di bar o ristorazione), un progetto di massima degli eventuali lavori da eseguire a carico dell’interessato e l’offerta economica per la gestione dell’attività del chiosco bar a titolo di canone annuo, con l’indicazione della durata, comunque non superiore a 9 anni.

Naturalmente, oltre al canone, il gestore dovrà pagare al Comune anche la tassa per occupazione del suolo pubblico per l’area esterna. In caso di più offerte l’Amministrazione Comunale provvederà ad una gara informale e per l’aggiudicazione sarà data priorità a quei progetti che non comportino varianti urbanistiche. Naturalmente sarà anche subordinata al parere favorevole, rispetto al progetto presentato, della Soprintendenza Beni culturali, paesaggistici ed architettonici.

Con l’apertura di un punto ristoro l’Amministrazione spera di poter accrescere la funzionalità del parco comunale, migliorarne la capacità di attrazione e, nel contempo, attivare forme di tutela e salvaguardia del patrimonio pubblico.

Il piccolo rudere che sorge nel bel mezzo della zona bassa del parco, era utilizzato nei primi anni ottanta a rifugio delle scimmie, quando il parco ospitava un mini zoo, che, oltre, a costituire un motivo di forte attrazione dei cittadini, soprattutto di famiglie con bambini, divenne però in breve tempo motivo di polemiche per la presenza di animali in gabbia e per la graduale distruzione del sottobosco.

Ultimamente la casetta delle scimmie era divenuta persino rifugio di senza tetto che di notte vi andavano a dormire fra mille disagi e in mezzo a condizioni igieniche facilmente immaginabili.

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