Ridotto all’osso il Punto di Primo Intervento del S.Lucia

Si ritorna al 1995 quando al Pronto soccorso di Recanati prestavano servizio, a turno, i medici dei vari reparti, da quello di medicina a quello di chirurgia, pediatria, ostetricia o dialisi. Il Punto di primo intervento del Santa Lucia, così si chiama oggi l’ex pronto soccorso perché dovrebbe trattare solo codici bianchi e verdi, si sta preparando a questa novità in quanto privato, negli ultimi mesi, del suo specifico personale. Dal primo luglio, infatti, dovrebbe rimanere in servizio della vecchia equipe solo Luigi Elisei, responsabile, peraltro, del servizio di emergenza di Recanati, perché l’altro sua collega in organico, Corrado Jacoacci, andrà a prestare servizio al Pronto soccorso di Civitanova per rimpiazzare in parte due co.co.co il cui incarico scade a fine mese e che, a quanto pare, non verrà rinnovato. Invece i due precari recanatesi, Paola Fiaschetti e Jacopo Scotucci, anche loro in scadenza il 30 giugno, lasceranno il servizio senza che si intravvedano possibili sostituzioni. Elisei da solo non può tirare avanti un servizio che l’ex direttore generale dell’Asur 8, Pierpaolo Morosini, aveva invece potenziato con medici appositamente dedicati perché il numero di prestazioni, diceva, “circa 14.000 annui lo avvicinava come numero di interventi ai veri pronto soccorso”. Allora? Accadrà quello che era stato già da tempo previsto: il punto di primo intervento  andrà riducendosi come attività, anche dopo la soppressione del turno, nell’arco delle 24 ore, del medico anestesista, presente in ospedale solo nell’orario di apertura delle sale operatorie. Il rischio è che presto chiuda di notte. C’è da dire, inoltre, che i medici in servizio nei reparti nel corso degli anni si sono ridotti come numero pure loro con il ridimensionamento delle attività o, addirittura, con la loro soppressione, vedi il Dipartimento materno infantile chiuso dal 16 aprile scorso. In chirurgia, inoltre, in servizio ci sono due medici sino al venerdì, perché il reparto opera in regime di ciclo breve, cioè con interventi di minore natura e tutti programmati. In medicina ci sono cinque medici, alla dialisi altri due. Personale ridotto all’osso a cui è stato chiesto, però, di coprire a turno il servizio di emergenza del punto di primo intervento con pesanti e prevedibili ricadute sull’attività dei reparti di provenienza. Ma il Punto di primo intervento non doveva essere potenziato?

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