“Sulatestanews”, il periodico dell’associazione culturale Su la Testa, esce con un numero stimolante nel contenuto e ricco di spunti di riflessione, su alcuni argomenti di attualità. Non per nulla tenero appare il periodico nei confronti di alcune scelte dell’amministrazione comunale, come nel caso della nuova scuola materna di Fonti San Lorenzo di imminente realizzazione o sul problema ospedale (ironica in proposito la vignetta in prima pagina). Pubblichiamo di seguito l’articolo di Giacomo Fuselli sul progetto della scuola materna.
nella foto Luca Principi e Emanuele Severini
L’opinione: “Tra nuovi asili e compromessi urbanistici” di Giacomo Fuselli
Facciamo un gioco: fingiamoci architetti e cerchiamo di immaginare l’asilo ideale, un bel posto dove far trascorrere ai nostri figli una bella fetta della loro infanzia. Non fermiamoci alla prima immagine che ci verrà in mente, che probabilmente sarà quella del nostro vecchio asilo, ma dato che una volta tanto abbiamo carta bianca, e visto che non c’è nessuno a porre un freno alla nostra fantasia, cerchiamo di fare uno sforzo ulteriore, ed immaginiamoci un asilo completamente nuovo, magari quello che noi avremmo voluto frequentare da piccoli. Posto che non siamo tutti architetti, ma visto che siamo tutti più o meno dotati di un minimo di razionalità (e siamo stati tutti bambini), scommetto che l’edificio che avete appena immaginato, più o meno originale, è circondato da un bel prato pieno di giochi. In parole povere, dato che avete senz’altro a cuore la salute e la qualità della vita di vostro figlio, non vi azzardereste mai a realizzare un asilo sotto terra. “Asilo” e “Sotto terra” sono due concetti che mal si conciliano, ed a pensare il contrario viene da ridere. È allora possibile che qualcuno non la pensi così? Per rispondere a questa domanda dobbiamo fare un passo indietro, all’ormai famoso accordo transattivo stipulato fra l’amministrazione comunale di Recanati e l’impresa edile Lorenzini, siglato per regolare pendenze fra le parti che risalivano addirittura ai primi anni ’70. Senza scendere nel merito dell’accordo la sua sostanza può essere più o meno riassunta così: prò bono pacis il Comune di Recanati concede volumetrie e cubature all’impresa edile Lorenzini, la quale, dal canto suo, si impegna a realizzare a sue spese diverse opere di pubblica utilità. Fra queste opere rientra anche un nuovo asilo che verrà costruito in Via Vinciguerra davanti all’attuale asilo “Mariele Ventre”, su un terreno di proprietà della stessa ditta Lorenzini, nella zona sottostante la rotonda dell’ITIS. E quando parlo di “sottostante” non lo faccio a caso, tanto che se il nostro asilo ideale era circondato dal verde, il “Mariele Ventre” il giardino non lo avrà intorno, ma sopra. Sì, avete capito bene: il nuovo asilo (progetto geom. Alfredo Mancinelli, consegna prevista nel 2013) sarà ricoperto dal terreno su due lati, sepolto sotto un giardino, e si troverà immediatamente a valle di un piccolo disliv-ello erboso, in parole povere il nuovo asilo nascerà “sotto a un greppo”. Dimenticavo l’unico lato libero, che seppur abbastanza grande rispetto agli altri due (interrati), e seppur completamente svetrato, avrà un fantastico affaccio… sui famosi “palazzi di Lorenzini”. Insomma, un vero e proprio paradiso dove far crescere i vostri figli. Vi chiederete come questo sia stato possibile, e sicuramente non siete gli unici. Alla fine dei giochi credo che la questione possa essere spiegata con un semplice dato di fatto: il nuovo asilo è frutto di un accordo, quindi di un compromesso. La logica ci dice che quando due parti vogliono trovare un punto di incontro, spesso una deve rinunciare a qualcosa in più rispetto all’altra. In questo caso mi sembra che a rimetterci sia stato proprio il “pubblico” vuoi per la qualità del terreno dove verrà costruita l’opera, vuoi per il progetto stesso (o almeno questa è la mia opinione di comune cittadino). Resta da chiedersi se la politica urbanistica della nostra città possa essere figlia dei compro-messi, soprattutto quando questi riguardano la qualità della vita dei più piccoli, lo ho ancora abbastanza entusiasmo per credere di no.