La storia della deportazione dei residenti di S.Agostino

LA DEPORTAZIONE DALLE CASE COMUNALI DI SANT’AGOSTINO

nota dello sportello del cittadino

ROMA 1944 EBREI NEL GHETTO – RECANATI 2010 DA SANT’AGOSTINO ALLE GRAZIE

Due anni fa gli ex inquilini delle case comunali site all’interno del chiostro di Sant’Agostino sono stati costretti a lasciare le loro case e trasferirsi nei nuovi appartamenti di proprietà comunale messigli a disposizione nel quartiere Le Grazie in via Mascambruni. Questi inquilini si sono ritrovati dalla padella alla brace.

I lavori di adeguamento nei locali che ospitano la scuola elementare B. Gigli nel chiostro di Sant’Agostino hanno causato danni alle abitazioni e i residenti, con la scusa della messa in sicurezza, sono stati allontanati dalle loro case che abitavano da più di 30 anni.

I nuovi appartamenti erano stati presentati come la terra promessa agli ebrei, invece si sono rivelati l’inferno in terra dei poveri cristi.

Ore 8,00 di una mattina d’estate del 2010: consegna delle chiavi, nel primo pomeriggio inizia il trasloco e iniziano i primi problemi. Le nuove case appena ultimate sono molto più piccole degli appartamenti lasciati, dove mettere quindi gli arredi?

Il sindaco corre in soccorso mettendo a disposizione i locali ex Gigli e, per facilitare il trasloco agli anziani, manda il proprio personale. Ma le scale sono tante e strette e a ogni pianerottolo restano sul campo pezzi di arredi come tanti piccoli fiori recisi, il tutto tra il dispiacere dei proprietari e le imprecazioni degli operai che hanno l’ordine del responsabile di velocizzare lo sgombero.

Ore 23:00 finalmente la giornata finisce, tra scatoloni e mobili da montare si va a dormire.

30/12/2010 : presso l’ufficio di segreteria si firma il contratto d’affitto: “ma noi un contratto già ce lo abbiamo, perchè firmarne un’altro?”.  Risposta: “ è la prassi”

31/12/2010 : quest’anno finisce in bellezza

07/03/2011: i nodi vengono al pettine, gli abitanti iniziano a mettere per iscritto quanto da mesi vanno lamentando, le case nuove iniziano a perdere il belletto e a scoprire le magagne: gravi infiltrazioni, muffa, umidità, cattivo odore, ambienti malsani. C’è inoltre la presenza, nei locali che dovrebbero essere adibiti a garage ma mai finiti, di ragazzi che li utilizzano per trascorrere le loro serate;  siccome fa freddo questi ragazzi pensano bene di accendere fuochi all’interno dei locali, tanto che i residenti devono intervenire per evitare di fare la fine dei polli allo spiedo.

01/06/2012 : dopo 1 anno e 3 mesi di lamentele, lettere, incontri e promesse mancate, ecco finalmente la luce: il comune fa sapere che la giunta ha stanziato circa € 100.000 euro per terminare i lavori di sistemazione esterna e finitura dei garage. Ma la buona notizia è che non chiederà neanche un euro ai residenti per i 2 anni in cui hanno usufruito delle terme e dell’impianto saunistico nelle loro abitazioni, impianto che, se non ha curato i reumatismi, di sicuro li ha fatti venire a chi non ne soffriva e ha permesso ai bimbi che li abitano di sperimentare la valenza dei vecchi suffumigi tanto decantati dalle nonne.

01/06/2013 viaggio nel futuro. I deportati chiederanno: “ma allora quando le sistemate queste case? Scoperto di chi è la colpa dei danni fatti?”.  “Quando torneremo a Sant’Agostino?” “Avevate detto e scritto che la scuola elementare a Sant’Agostino sarebbe stata una soluzione provvisoria”.  Probabile risposta:  “le elezioni si avvicinano c’è tanto da fare per la  campagna elettorale, i nostri tecnici sono impegnati in tante altre attività, non c’è tempo di chiamare in causa chi a suo tempo ha progettato, diretto ed eseguito i lavori e che dovrebbe rispondere di ciò che ha fatto. E poi che volete? è colpa della vecchia amministrazione e dei derivati”.

Caro Sindaco non è più tempo di sorridere, anche se il sorriso è il mezzo che abbiamo utilizzato per narrare le disavventure e i disagi delle famiglie di cui sopra. E’ invece il tempo di discutere seriamente della cosa e di trovare soluzioni adeguate e dare risposte certe e puntuali ai suoi cittadini. Quale business intendete fare con quei locali che dovrebbero tornare ad essere abitati da chi ci è stato per 30 anni?

Lei ben sa che in via Mascambruni abitano famiglie con bimbi piccoli e persone anziane, a cui umidità e muffe non allungano di certo la vita. Quella presente nelle case non è penicillina: recenti studi hanno evidenziato una correlazione tra la presenza di muffe e l’insorgenza di tumori all’apparato respiratorio.  Riteniamo quindi sia necessario e urgente intervenire in modo risolutivo e permettere a queste famiglie di vivere in ambienti sani e accoglienti come era stato loro promesso.

Sportello del Cittadino

via Cavour 7

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