Porta Cerasa sembra soffrire ormai di scelte urbanistiche azzardate, fatte nel tempo dalle varie amministrazioni e che si prestano inevitabilmente a critiche.
Prima il monumento alle latrine, struttura mastodontica e brutta, fatta realizzare nei primi anni 80 dalla giunta Corvatta, costata una barca di soldi, che l’amministrazione Fiordomo ha fatto demolire, anche perché i bagni pubblici di fatto erano da tempo non più funzionanti.
Ora, è arrivato l’ascensore, altra opera monumentale del costo di circa 500.000 denuncia l’opposizione, anch’essa aspramente criticata, perché considerata inutile e per giunta un vero pugno nello stomaco per quel suo colore verdognolo acceso che poco si armonizza con l’ambiente esterno.

Anche Alessandro Biagiola, assessore ai lavori pubblici, ammette che la struttura è impattante alla vista, ma assicura, che con il tempo il suo colore si “mimetizzerà con il muro a mattoncini che lo avvolge, a mano a mano che gli agenti atmosferici né determineranno un colore più opaco e scuro.” Dobbiamo affidarci, insomma, a Giove pluvio e al generale inverno, nonché allo smog delle auto in transito, per sperare che fra qualche anno, si noti di meno quell’audace manufatto che stride con il Colle dell’Infinito, dove si affaccia e le mura del centro storico.
Sorge spontanea la domanda se ad un privato sarebbe mai stato consentito rifare la facciata della propria abitazione con quel colore.
“Per quanto riguarda l’opera, assicura inoltre Biagiola, essa sarà presto inaugurata. Manca soltanto il montaggio della pensilina nella parte bassa che farà anche da nodo di scambio per gli autobus di linea, mentre nella parte alta, zona Belvedere, sta per partire la nuova pavimentazione che da l’ascensore arriverà sino al Corso Centrale. Realizzeremo anche un bagno pubblico sotto la scalinata esterna che porta ai giardini. Mancano poche settimane per ultimare quest’opera e per renderla fruibile.”