All’ennesima ricorrenza della tragedia di Ustica, la nuova e solita dichiarazione del Capo dello Stato

Nella ricorrenza del trentaduesimo anniversario del disastro aereo del DC9 Itavia, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha inviato un messaggio alla presidente dell’associazione Parenti delle vittime della strage, Daria Bonfietti, rinnovando ai famigliari delle vittime – si legge in una nota del Quirinale – la sua «affettuosa vicinanza e quella dell’intero Paese».
«È motivo di profonda amarezza – scrive il capo dello Stato – dover constatare come lunghi anni di indagini non abbiano ancora consentito di individuare i responsabili di una vicenda così tragica e inquietante. È indispensabile che le istituzioni tutte profondano ogni sforzo – anche sul piano dei rapporti internazionali – per giungere a una compiuta ricostruzione di quanto avvenne quella drammatica notte nei cieli di Ustica e favoriscano lo svolgimento delle difficili indagini tuttora in corso…».
Sono le solite parole di circostanza che le massime istituzioni italiane dichiarano in questa ricorrenza, ci risiamo, basta!
Ma come decifrare queste parole di Napolitano?
Io le interpreto così: ci dispiace, ma anche a seguito di accordi internazionali strategico/militari stipulati a suo tempo con altri paesi stranieri nostri alleati coinvolti nella vicenda, la verità sul caso Ustica deve rimanere un segreto.
Certo, se deve essere un segreto non può neanche essere detto apertamente e ufficialmente, ma secondo me, le massime istituzioni dello Stato italiano farebbero meglio in queste circostanze a tacere!
Sarebbe più rispettoso verso le vittime e i loro familiari, l’unico gesto di “affettuosa vicinanza e quella dell’intero Paese” alle famiglie delle vittime sarebbe quello di far emergere la verità.
Renato Biondini