Il Fienile Protestante di Van Gogh da oggi a Villa Colloredo

Momento magico e di alta suggestione si è vissuto ieri sera al Museo Civico di Villa Colloredo Mels con l’inaugurazione, in anteprima mondiale, del dipinto inedito di Vincent Van Gogh, “Il Fienile Protestante”. La bellissima opera del pittore fiammingo rappresenta senz’altro uno degli eventi culturali dell’anno per la città di Recanati e l’intero territorio. Alla tela, che resterà in esposizione per tutta l’estate (chiusura prevista il 26 agosto), è stata riservata un’apposita stanza, accanto alla quale si possono ammirare i capolavori di Lorenzo Lotto tra cui la celeberrima “Annunciazione” e i due dipinti recentemente restaurati: il “Polittico” e il “San Giacomo”.  All’inaugurazione erano presenti il sindaco Francesco Fiordomo, i due curatori della mostra, Massimo Mascii e Stefano Masi, e il restauratore Massimo Seroni. “E’ un’anteprima mondiale, dice soddisfatto il sindaco, costruita con pazienza e dedizione. Questo privilegio per Recanati è il risultato ultimo di un progetto che nasce agli inizi del 2010 con la creazione di un gruppo di lavoro internazionale finalizzato a proporre un nuovo metodo nella certificazione delle Opere d’arte. Attori principali il Comune di Recanati, Assessorato alle Culture, l’Associazione Spazio Cultura, il Politecnico di Torino, la Gonzaga University, il Federico II di Napoli e studiosi come Padre Floriano Grimaldi” a cui si deve la scoperta di questo dipinto, che ha costituito la ragione principale per cui è stta scelta la città di Recanati quale sede dell’esposizione. E’ stato il presidente dell’associazione “Spazio Cultura”, Antonio Perticarini, a descrivere il percorso che ha portato “Il Fienile Protestante”, proprietà di un collezionista belga, nella cittadina leopardiana. E’ molto probabile, ha detto, che l’opera sia una delle ultime, se non addirittura l’ultima, completata dal pittore poco prima della sua morte. Sono state le analisi scientifiche a confermare l’autenticità dei materiali (in uso solo fino al 1890, anno della morte dell’artista) e a suggellarne l’attribuzione della paternità grazie anche alla scoperta di due firme di Van Gogh nascoste sotto la pittura originale e non ultimo il rilevamento delle sue impronte digitali rinvenute sulla superficie del quadro. Per l’occasione è stato realizzato anche un voluminoso catalogo, in lingua italiana e inglese, edito dalla Tecnostampa.

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