un gruppo di studio per svelare il mistero del Caravaggio recanatese

La presenza da sabato scorso nel museo Di Villa Colloredo del dipinto inedito di Van Gogh, il Fienile Protestante, ha riacceso l’interesse per il patrimonio artistico in dote alla cittadina leopardiana e sul mistero di alcune opere per le quali rimane ancora incerta la loro attribuzione,  come la celeberrima “Madonna dell’Insalata”  che alcuni studiosi, come il recanatese M. Patrizi, la fanno risalire niente meno alla mano del pittore maledetto: Michelangelo Merisi detto Caravaggio. Il quadro oggetto di un recente restauro si trova nell’altare di destra della Chiesa dei Cappuccini di Montemorello. Forse, proprio in  seguito alla notizia di un minuzioso studio che è stato condotto sul dipinto del pittore fiammingo in mostra in anteprima mondiale a Villa Colloredo, sino al 26 agosto, che molti ora si domandano se una cosa simile possa essere ripetuta anche per il dipinto del Caravaggio. Richiesta che potrebbe trovare presto una risposta positiva. Infatti, Antonio Perticarini, presidente dell’associazione “Spazio Cultura” e dal 2000 direttore del museo di Villa Colloredo Mels, confessa che presto altri bei colpi saranno centrati. “Molto probabilmente, dice, la “Madonna dell’Insalata”, sarà il prossimo caso-studio all’attenzione dell’equipe che ha lavorato nei mesi scorsi sul Van Gogh riuscendo ad arrivare, dopo una serie di analisi e un attento studio, all’attribuzione certa del dipinto al genio fiammingo.” Naturalmente è tutta una questione di fondi disponibili: “Il Fienile Protestante, spiega ancora Perticarini, è di proprietà straniera ed è stato portato in Italia per analizzarlo grazie all’intervento anche del Politecnico di Torino che è stato un grande artefice del lavoro effettuato insieme ad altre grandi istituzioni internazionali. Le stesse analisi non sono state utilizzate anche sulla “Madonna dell’Insalata”, perché costano tanto.” L’Amministrazione Comunale aveva provato, nel 2009, a togliere il velo di mistero che avvolge il dipinto, posto all’interno della cappella Flamini, coinvolgendo un eminente studioso, il frate cappuccino Giuseppe Bartolozzi, ma il mistero rimase e da allora è calato il silenzio sul bel dipinto.  Perticarini ricorda che Recanati ha fatto notevoli passi nel valorizzare le sue opere d’arte, attraverso degli importanti restauri, mentre altri sono in programma fra cui la “Madonna degli orti”, quadro simbolo della confraternita che si trovava a San Pietrino, ma che ora riposa in un magazzino comunale.” Il direttore del museo annuncia anche un’altra grande novità per Recanati e cioè il probabile rientro dei reperti delle necropoli, quella di Fonti San Lorenzo e l’altra di Fontenoce, che sono depositati presso il museo di Ancona e Roma. “Ci sono tutte le peculiarità, per riuscire a riportare a Recanati questi reperti e creare una sezione archeologica al Museo grazie anche alla disponibilità della responsabile della Soprintendenza archeologica, la recanatese Nicoletta Frapiccini.”

 

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