Il futuro del Santa Lucia secondo il piano dell’area vasta 3

E’ ormai scritta nero su bianco la riorganizzazione dell’ospedale S. Lucia di Recanati, illustrata da Enrico Bordoni, direttore generale dell’Area Vasta 3, nel corso della presentazione del piano.

La riconversione parte, in definitiva, “dalla chiusura del punto nascita”, cioè dal 16 aprile scorso, giorno del trasferimento a Civitanova dell’intero Dipartimento Materno Infantile. Oltre a questa operazione, che ha inferto una ferita mortale alla sanità del territorio che fa capo all’ospedale recanatese, la riorganizzazione ha riguardato altri servizi importanti come l’anestesista, la cui presenza in ospedale è ridotta alle sole ore di seduta delle sale operatorie.

Ciò, ha detto ancora Bordoni, “ha portato alla realizzazione di un’area di degenza chirurgica dove viene effettuata chirurgia a ciclo breve, ambulatoriale e di day surgery delle discipline chirurgiche specialistiche che lo consentono (otorino, dermatologia, ginecologia, chirurgia generale, ortopedia della mano e del piede).

Per gli attuali posti letto di medicina generale è prevista la trasformazione in posti di lungo degenza e medicina post acuzie, consentendo le funzioni di ricovero diretto per alcune patologie selezionate.

Il Punto di Primo Intervento viene organizzato analogamente a quello di Tolentino: vi staziona un’ambulanza con un medico del 118, sostituito, in caso di chiamata, dal personale medico interno della struttura; viene istituita la guardia interna h 24 e viene potenziato migliorando la rete dei trasporti.” Oggi questo servizio, in definitiva, non è più garantito da medici esclusivamente dedicati ad esso ma dal primo luglio scorso ci si serve, all’occorrenza, della presenza dei medici interni provenienti soprattutto dal reparto di medicina.

“Infine il programma prevede il trasferimento, nella struttura ospedaliera del poliambulatorio e della RSA, oggi esterni, e la ristrutturazione del centro dialisi.”

Ciò sarà possibile solo quando saranno disponibili i due milioni e mezzo di euro promessi dalla Regione, che ad oggi non si sono ancora visti, perchè vincolati, almeno la metà di questa somma, alla decisone del Ministero della Sanità.

Come è noto sono in corso in questi giorni le audizioni sul territorio sui piani dettagliati di area vasta che fotografano quella che sarà nelle Marche la sanità futura. Nell’area vasta 3 (Macerata-Civitanova) ad oggi sono presenti 1.287 posti letto collocati su 8 strutture ospedaliere pubbliche e 3 private accreditate: 1.039 sono per acuti e 248 di lungodegenza/riabilitazione e medicina post acuzie. Il futuro deve prevedere, però, un taglio di almeno 51 posti letto e precisamente meno 187 per gli acuti e più 136 per la lungodegenza che da un saldo negativo, appunto, di 51 posti letto in meno.

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