Tra una settimana via alla preparazione, la Recanatese scalda i motori

 

Ultimi giorni di relax per mister Francesco Baldarelli e la sua truppa. Tra qualche giorno, giovedì 19 luglio, la Recanatese si radunerà per la preparazione pre-campionato. Le prime tre sedute saranno dedicate ai test fisici, sotto la sapiente supervisione del professor Alberto Virgili. Vista l’indisponibilità del “Tubaldi”, dove sono in corso i lavori per l’installazione del fondo in erba sintetica, la prima fase si svolgerà nel vecchio campo sportivo F.lli Farina. La settimana successiva la squadra sarà impegnata in sedute di allenamento mattutine, poi inizierà la doppia “razione” quotidiana per i giocatori giallorossi, fino al 12 agosto. Ancora in via di definizione il calendario delle gare amichevoli. Francesco Baldarelli, è impaziente di iniziare i lavori: “L’impressione che ho avuto di tutto l’ambiente è senz’altro positiva, ho trovato disponibilit à da parte della societ à e del mio staff. Sta nascendo una squadra con le caratteristiche che avevo chiesto, il ds Giangelici si sta muovendo bene in proposito “. Mancherebbe ancora un tassello per completare la rosa, un giocatore con le caratteristiche di prima punta e l’obiettivo sarebbe quello di mettere a disposizione del trainer giallorosso una rosa di giocatori già completa per l’inizio della preparazione. Mister, gli effetti della crisi economica che sta interessando il nostro paese e non solo, mai come quest’anno si stanno facendo sentire sul calcio dilettantistico. Budget ridotti, sponsor che si defilano, società che scompaiono e formazioni blasonate che ridimensionano fortemente le proprie ambizioni. La Recanatese da anni considera strategica la crescita e la valorizzazione dei giovani, sicuramente un ottimo antidoto anti-crisi. “Il momento storico che stiamo vivendo è sicuramente delicato, la Recanatese è una societ à con le idee chiare e da tempo sta portando avanti il progetto di puntare e valorizzare i giovani calciatori del proprio vivaio. La cultura di non fare il passo pi più lungo della gamba  è radicata a Recanati. Oggi sono diverse le squadre costrette a puntare sui giovani per esigenze di budget, sotto questo punto di vista la Recanatese può considerarsi avvantaggiata in virt ù di un lavoro partito diversi anni fa”. Quale valore aggiunto pensa di dare al gruppo che andrà ad allenare? “Venendo da tanti anni nei settori giovanili, oltre che allenatore mi considero una persona che insegna calcio. Le caratteristiche che prediligo sono la corsa, l’intensità e l’ organizzazione. Sono davvero orgoglioso di essere stato scelto come mister, è per me un dovere ripagare la fiducia che la societ à ha riposto nel sottoscritto e posso assicurare fin da ora che ce la metter ò tutta “. Ha già incontrato i ragazzi che tra pochi giorni inizierà ad allenare? “Si, ho parlato con tutti i giocatori. Sono stato colpito dalla loro motivazione ed entusiasmo e per questa ragione mi sento ancora pi ù carico per l’inizio di questa nuova avventura. Dovremo fare di questo spirito, la nostra arma in pi ù”. Quale modulo predilige? ” Non mi fossilizzo con un modulo. Mi piace partire con un 4-2-3-1 o 4-3-3 ma dipende dalle caratteristiche dei giocatori che hai. L’importante è l’idea di scendere in campo per mettere in pratica un certo tipo di calcio. A quale mister si ispira? “Domanda difficile, a certi livelli sono tutti bravi e da tutti puoi imparare qualcosa. Come gestione del gruppo forse Mourinho ha qualcosa in pi ù degli altri, mentre nel panorama italiano guardo con interesse Montella. É giovane, pratica un calcio piacevole, frizzante e con giocatori giovani. Il suo Catania potrebbe essere un modello per la Recanatese”. Che promessa si sente di fare ai tifosi giallorossi? “Spero di regalare all’ambiente tante belle emozioni come una salvezza anticipata e, perché no, stare nella parte sinistra della classifica. Per ottenere certi risultati diverse componenti incidono e sono importanti. Per questo chiedo ai tifosi di starci sempre vicini, sia in casa che in trasferta perché il loro calore pu ò davvero diventare la nostra arma in più”.

 

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