In un’incantevole notte di stelle il cielo di Montevolpino, quartiere storico della città, ha brillato delle poesie di Vincè Veleno (alias Vincenzo Menghini) declamate da Nikla Cingolani e Maria Rita Beccacci. La manifestazione, che prende il titolo di “Incontri di poesia povera”, ideata dallo stesso Vincè Veleno, giunta alla sua 17° edizione in collaborazione con l’Amministrazione comunale, ha attirato, anche quest’anno, un pubblico particolarmente numeroso. Mentre nelle passate edizioni la serata si animava di molti poeti, provenienti da ogni parte delle province di Macerata e di Ancona, negli ultimi due anni la poesia povera ha voluto essere un omaggio ai versi arguti e satirici di Vincè Veleno sotto la cui penna sono finiti i personaggi più caratteristi della città. Nella serata di venerdì, oltre alle poesie dedicate a se stesso e alla sua cara Mimmina, la moglie deceduta diversi anni fa, si è ricordato il gelataio Angiolo, figura caratteristica di artigiano negli anni cinquanta e sessanta, mentre un omaggio particolare è stato dedicato a Emilio Gardini, poeta portorecanatese e suo grande amico. Maria Rita Beccacci ha invitato tutti per il prossimo anno anche se Vincè, data la sua veneranda età di ultra novantenne, per scaramanzia, ricorda sempre che quella di quest’anno è l’ultima edizione della lettura delle sue sferzanti e pungenti poesie dedicate ai politici recanatesi. Lì, davvero, il divertimento è assicurato perché Vincè non si risparmia proprio nei confronti del “Palazzo”.