Saluto del preside Marabini

Saluto del preside Marabini al Collegio dei Docenti, ai genitori, alla città di Recanati

 

Il preside Girio Marabini lascia la scuola dopo 36 anni di lavoro.

Vado in pensione con la speranza di essere stato utile ai giovani ai quali ho dedicato la mia vita e consapevole, nel bene e nel male di aver compiuto il mio dovere con la necessaria passione. Continuerò nel volontariato ad occuparmi della formazione dei giovani.

La condizione di molti giovani oggi è davvero singolare: sembrano attrezzati per affrontare la vita eppure sono così fragili, vuoti, non sanno come riempire il loro tempo vuoto, niente sembra più interessarli, almeno a scuola, frastornati come sono da questa “rumorosa” ma dispersiva e disorientante società. Vorrei che i giovani potessero recuperare il valore dell’ideale.

Avere un ideale significa avere certezze, dei significati per cui vivere e morire.

Sono i significati della vita da difendere ad ogni costo.

Il primo significato è l’essere ed il sentirsi persona: persona capace di senso critico e di battersi per la libertà. La stessa idea politica quando in qualche modo cessa di essere fede non ci scalda più , non ci fa sognare, e sicuramente scade a semplice gestione del potere. Un cratere spento al posto di un fiume di lava. Occorre stanare i giovani, dare loro delle certezze. Scaldare i loro cuori, interessarli ai valori. Dei valori i giovani hanno bisogno.

Di questa esigenza la scuola, ma anche la famiglia,e le istituzioni., deve farsi carico, ad essa spetta il compito di favorire la crescita complessiva ed integrale delle persone: una scuola che non solo proponga nozioni ed informazioni, per quanto necessarie, ma sia formativa di personalità.

Non bastano allora le competenze occorre far fare ai giovani esperienze di valori. Essi devono essere in qualche modo partecipare alla costruzione della “città” futura. Per questo motivo non possono essere esclusi dalla forma primaria di partecipazione alla società che è il lavoro. E le prime esperienze di lavoro si fanno a scuola. Mi domando tuttavia che cosa fanno le Istituzioni per favorire il lavoro dei giovani?

Se non ne faranno esperienza non potranno mai valutare i veri significati della vita. Come diceva il filosofo, Italo Mancini, mio buon maestro: come lo scolasticus di Hegel che, dopo aver tanto studiato il nuoto a tavolino,  entrato in acqua affogò … al contrario se vuoi nuotare, buttati dentro l’acqua !!!

 

Girio Marabini

 

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