Recanati dichiara guerra a Montefano per le scuole

RECANATI. Se il Comune di Appignano lotta per salvaguardare l’autonomia della sua scuola e i relativi posti di lavoro, Recanati certamente non sta a guardare. Il sindaco Fiordomo, di fronte alla scelta operato dal Consiglio Comunale di Montefano di accorpare i plessi scolastici cittadini con Appignano tradendo il patto, siglato appena un anno fa, con la cittadina leopardiana, ha preso carta e penna e si è appellato direttamente al presidente della provincia invitandolo a valutare bene la questione e a tenere in debita considerazione la posizione del Comune di Recanati e soprattutto a “non stravolgere un assetto scolastico e la programmazione didattica e organizzativa decisa lo scorso anno.”

E se ciò non basta Fiordomo si appella anche alla burocrazia ricordando come la proposta di Montefano sia   arrivata in notevole ritardo e fuori dai tempi indicati dalla Provincia stessa e che, pertanto, non sarebbe corretto in termini procedurali tenerne conto anche perché ciò non ha consentito all’Amministrazione recanatese di partecipare e osservare in merito, nelle sede e con i tempi necessari.

“Il mio ruolo, ribadisce Fiordomo,  è quello di tutelare gli interessi della comunità e di salvaguardare un’esperienza decennale che ha trovato consensi tra studenti, insegnanti e famiglie.” Nel creare l’anno scorso l’istituto Comprensivo Badaloni i Consigli Comunali delle due città, ricorda il primo cittadino, “hanno tenuto conto, come indicato nelle linee guida regionali, della storia, della cultura e dei legami che contraddistinguono le nostre due comunità, di cui anche la scuola ne è espressione.”

Se la legge attuale ha fatto decadere il vincolo numerico rimane però chiaro, ricorda infine Fiordomo, “che l’obiettivo della norma è il ridimensionamento degli istituti e la stabilizzazione della spesa; per questo, in un’ottica di medio-lungo periodo, non posso essere d’accordo con soluzioni che prevedano il drastico ridimensionamento degli alunni dell’istituto Badaloni con l’ovvia conseguenza di localizzare il problema dei posti di lavoro anche sul territorio da me rappresentato. D’altra parte il numero di applicati che la segreteria di Appignano non perderebbe causerebbe, come è ovvio che sia,  la perdita per l’Istituto comprensivo Badaloni del medesimo numero di unità di personale.

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