
RECANATI. LETTERA APERTA DI GIANNI BONFILI. Il Presidente Napolitano centra in pieno il problema italiano del presente quando afferma che il Paese ha una classe politica inadeguata. Questo colpo di frusta avrebbe dovuto provocare una reazione, un sussulto positivo nel dibattito politico generale ed in quello interno delle singole forze, un’analisi molto più accorta e lungimirante dei pesantissimi problemi che ci investono ed impegnare tutti nell’individuazione di terapie adeguate.
Invece niente o quasi niente, accenni vaghi e diversivi. Nulla di più deprimente se si pensa quanto siano consistenti e soprattutto inedite e senza precedenti le questioni sul tappeto: basti pensare alla globalizzazione dell’economia ed al ridimensionamento, se non al tramonto dell’Occidente, egemone da tempi immemorabili, ed alla marginalizzazione di tanti Paesi europei importanti tra cui l’Italia, cosa che, con ogni probabilità, comporterà una profonda revisione dello stesso nostro modello di sviluppo e delle nostre abitudini di vita, con i conseguenti sacrifici per tutti che andrebbero proporzionati, però alle posizioni di partenza se si vuole evitare un feroce scontro sociale, che purtroppo resta sempre possibile, ancorchè venissero fatti lodevoli sforzi ,vista l’incontentabilità e l’egoismo degli uomini.
Una democrazia,tutt’ora la forma più avanzata di organizzazione politica di uno Stato, ha un insopprimibile bisogno dei Partiti, del loro confronto su contenuti programmatici, di una loro dialettica costruttiva e serrata, ma se per queste funzioni gli stessi non si attrezzano o si dimostrano incapaci e sull’espletamento delle stesse non vogliono o non sanno rapportarsi con l’opinione pubblica, essi diventano i becchini della democrazia, essi generano quella malattia mortale che è l’antipolitica.
Ma quale udienza si può dare al dibattito sulle alleanze, sugli avvicendamenti generazionali, sugli assetti istituzionali o altre problematiche simili, se a monte non vengono sciolti in profondità i nodi programmatici ed operativi sui quale fondare il processo che si vorrebbe realizzare !? Che genere di contributo possiamo aspettarci da formazioni ormai in liquidazione, forse perché a suo tempo costruite su basi opache ed opportunistiche !?
Con slogans usati e rimasticati decine di volte, con l’elencazione di titoli sommariamente illustrati e scarsamente sviluppati, non si fa molta strada, al massimo si riesce a formulare auspici ancorchè attraenti, ma si perde la credibilità residua perché si dimostra l’incapacità di fare concretamente politica fuori da sperimentate furbizie ed argomentazioni magari raffinate, come pure l’inadeguatezza di cui al principio di questa breve nota.
Gianni Bonfili