Salviamo almeno l’archivio di Palazzo Antici

Conto alla rovescia per la vendita all’asta di Palazzo Antici prevista per il sei novembre prossimo nello studio del notaio Patruno di Porto Recanati. Si parte con un prezzo base di 1.870.000 euro ma gli eredi del nobile casato, proprietari dell’immobile sito in via Antici, a due passi da casa Leopardi, temono che al primo tentativo l’asta possa andare deserta e che i possibili acquirenti possano puntare ad un ribasso del prezzo di acquisto di questo meraviglioso immobile di 30 stanza, maestose porte ed affreschi sui soffitti e pareti che risalgono al  ‘700. Sono due i proprietari dell’immobile: Lavinia Antici e Andrea Spinola, mentre l’archivio storico, custodito all’interno del Palazzo, bene indivisibile che non può essere venduto, appartiene a tre sorelle della famiglia Antici-Mattei di cui una sola in vita mentre per le altre due sono subentrati gli eredi. I proprietari della nobile dimora, che fu Adelaide Antici, madre del poeta Giacomo, il cui matrimonio con il conte Monaldo avvenne proprio all’interno del Palazzo, sperano almeno che l’immobile finisca in mani sicure “capaci di prendersi cura di questo patrimonio architettonico, storico ed affettivo riportandolo a vivere le glorie di un tempo.”  Il Palazzo, sino a 20 anni fa, era abitato poi è iniziato il lento degrado strutturale con problemi di stabilità di una parte del tetto e delle pareti esterne che si affacciano su via Badaloni. Fa senso il sapere che, a distanza di pochi giorni dall’asta pubblica, non si sia dimostrato per l’immobile alcun interesse da parte delle istituzioni locali e nazionali. Il timore è che possa finire nella disponibilità di un privato con intenti speculativi. L’altra preoccupazione è rappresentata dal destino che sarà riservato all’archivio, che raccoglie secoli di storia della città e di Italia e preziosi documenti riferiti a casa Leopardi, lettere del poeta Giacomo, della sorella  Paolina e  del padre Monaldo. Purtroppo il materiale prezioso in esso contenuto è andato, nel corso del tempo, impoverendosi. Una volta che Palazzo Antici sarà venduto, che fine farà? Sarà trasferito altrove, lontano da Recanati? Per comprendere l’importanza di questo prezioso patrimonio storico-culturale basta ricordare ciò che avvenne pochi anni fa, quando salì agli onori della cronaca per un libro,  “Il Caravaggio perduto”, scritto da Jonathan Harr, che racconta la storia del ritrovamento di un dipinto di Caravaggio di cui si erano perse la tracce da secoli. I protagonisti sono un grande storico dell’arte e una neolaureata romana che nel 1989, mentre faceva ricerche sul San Giovanni, scoprì a Recanati, nell’archivio inaccessibile di Palazzo Antici, il documento prova dell’esistenza di un originale di Caravaggio commissionato dalla famiglia al noto pittore.

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